
Oggi voglio analizzare con voi l’interessante report relativo alla capacità di resilienza delle destinazioni turistiche nel periodo della pandemia. Lo voglio fare perché il lavoro realizzato da Sociometrica non lavora per macro-regioni, ma si sofferma sui singoli comuni turistici.
Questa differenza è fondamentale in quanto un turista si muove in un’area che può vedere più destinazioni turistiche o coinvolgere più comuni, mentre “spacchettare” i dati per singolo comune permette di capire chi ha tentato di lavorare nonostante la situazione e chi ha aspettato tempi migliori.
Partiamo subito dalla metodologia applicata da Sociometrica. Dei 3390 comuni italiani censiti dall’ISTAT come comuni turistici (secondo delle regole ben specifiche), Sociometrica ha analizzato i primi 500 perché ritenuti più rappresentativi in quanto:
- rappresentano complessivamente oltre il 95% del movimento turistico
- si eliminano i dati abnormi dovuti ad un numero estremamente basso di abitanti
- aumenta la significatività dei confronti fra comuni.
Su questi 500 comuni è stato creato un database che contiene:
- tutte le informazioni di carattere turistico (arrivi, presenze, consistenza dell’offerta turistica…)
- popolazione, zona altimetrica, tipologia del turista ecc.
- informazioni di carattere economico come il numero di contribuenti
Ovviamente ogni classifica realizzata è stata rapportata a 100 in modo tale da “normalizzare” e poter confrontare le diverse classifiche.
Nonostante il turismo italiano abbia ricevuto un forte impatto negativo dalla pandemia, 25 comuni fanno registrare nel 2021 un numero di presenze turistiche addirittura superiore al 2019. Al primo posto in questa graduatoria c’è Como, che nel 2019 ha fatto registrare 757 mila presenze turistiche complessive (vale a dire notti passate nelle strutture ricettive del comune) e nel 2021, dopo 2 anni di epidemia, si supera, registrando un milione e 148 mila presenze turistiche, vale a dire il 51,5% in più rispetto a due anni prima.
Questo risultato ci porta al concetto di “antifragile“, descritto dal matematico Taleb (l’esperto che per la prima volta in economia finanziaria ha parlato di “Cigno Nero“), come la capacità non solo di rispondere agli eventi negativi, ma di sapersene avvantaggiare!
La sintesi conclusiva del report dimostra inequivocabilmente che i software di Revenue Management ed alcuni esperti di marketing turistico e territoriale analizzando l’andamento della pandemia e cercando di prevedere i possibili sviluppi sono riusciti a consigliare, in un periodo assolutamente non facile, in modo corretto le strutture ricettive ed i territori.
Tra i punti focali che emergono le seguenti chiavi di lettura:
- Si registra una estrema differenziazione, dove Como spicca perché ha saputo avvantaggiarsi grazie ad un mix di fattori (turismo di prossimità, celebrità che decidono di vivere a Como ecc.)
- Le grandi città d’arte accusano un colpo enorme (perdite anche del 70%) per poi lievemente migliorare nel 2021
- Ottime performance delle località lacuali del nord d’Italia! Sono risultate più “lente” e “fuori dai classici circuiti” turistici… Rimane un dubbio però sul Lago Maggiore e sul Lago d’Orta…le località su questi due laghi sostanzialmente non vengono mai citate, forse perché abbiamo desistito fin da subito a contrastare con azioni verso il target del mercato interno la situazione pandemica?
- Si è dimostrata robusta la risposta delle destinazioni montane (in particolare Bolzano)
- Le città medie, in qualche caso, hanno saputo “sostituirsi” alle grandi entercettando un turismo culturale prima meno attento a questa tipologia di destinazioni.
L’epidemia ha colpito l’economia turistica ma in maniera differenziata, con innumerevoli distinzioni, rispetto all’orografia delle destinazioni, rispetto alla loro ampiezza e rispetto alla percezione, a tratti insondabile, di differente sicurezza che l’una o l’altra ha fornito.




















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