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Oltre le Statistiche: Il Futuro del Turismo nel 2024

Oltre le Statistiche: Il Futuro del Turismo nel 2024 1

Siamo giunti all’ultimo articolo del 2023 per la rubrica “Digital Tourism“. Colgo l’occasione di ringraziare i tantissimi lettori che seguono con grande attenzione questa rubrica dalle uscite saltuarie ed auguro a tutti Buone feste!

Ora, però, ci immergiamo nel dettaglio di due “micro-notizie” che rischiano di passare in second’ordine, ma che riteniamo fondamentali per il futuro del turismo, in vista dapprima dell’Anno delle Radici Italiane nel 2024 e soprattutto del Giubileo del 2025. La centralità di queste news vanno lette anche all’interno di un quadro macro-economico in profondo cambiamento ed, infine ma non per importanza, alla “scia” di finanziamenti che l’Europa ha approvato attraverso le cosiddette programmazioni settennali.

Partiamo dai dati. Secondo il Ministro Santanché, la congiuntura economica 2023 rilevata da Confindustria, dimostra come sia avvenuta una inversione di tendenza del turismo italiano. Dopo la pandemia e nonostante le guerre in Ucraina e nella striscia di Gaza, tra l’altro quest’area assieme a tutto il Medio Oriente, era, secondo le analisi predittive sul 2024, la zona del mondo con la maggior crescita di turismo a livello globale. Riviste le previsioni a fine anno possiamo descrivere la seguente situazione: 50 miliardi di introiti da flussi esteri nel 2023 contro i 30 miliardi del 2019. Questi dati fanno ottenere all’Italia il secondo posto delle mete europee con più turisti stranieri, registrato nei primi 6 mesi dell’anno, netto miglioramento rispetto alla quarta posizione segnata nel 2022.

Dietro a questi report, i dati del 2023 dimostrano in maniera inequivocabile che il turismo è sempre più un pilastro strutturale dell’economia ed evidenziano come non esista la scissione tra attività turistiche e non turistiche. È l’intero sistema economico a dover trovare il giusto posizionamento in questo inter-settore creando così maggiore valore aggiunto alla quota di PIL che deve ancora emergere rispetto alle odierne indagini statistiche.

I “pilastri” che consolideranno questo trend positivo saranno: la destagionalizzazione, la digitalizzazione, la valorizzazione delle risorse umane, gli strumenti finanziari strutturali, la diversificazione dell’offerta turistica ed una migliore promozione in particolare rivolta a recuperare un mercato interno troppo debole, ovvero deve crescere quella parte di italiani che decidono di passare le proprie vacanze in Italia.

Se la destagionalizzazione è un tema ormai da tempo dibattuto, soprattutto per superare l’idea di una Italia solo balneare, la maggiore digitalizzazione del settore è ancora un punto dolente per gran parte degli operatori turistici oltre che un asset fondamentale per conoscere in maniera predittiva il comportamento della domanda turistica.

Proprio sulla digitalizzazione, abbiamo avuto modo di scriverne in un precedente articolo riguardante il PNRR, il Ministero del Turismo ha investito la maggioranza dei fondi per sviluppare l’Hub Digitale del Turismo che avrà il compito fondamentale di essere il “collettore” non solo delle esperienze e delle attività MA, soprattutto, di poter analizzare e predire i comportamenti della domanda turistica dando l’opportunità anche a piccole imprese turistiche di poter basare le proprie strategie su dati ed analisi. Questo cambio epocale permetterà di sviluppare progetti innovativi a cui si potranno affiancare strumenti di finanziamento quali i “contratti di innovazione”.

Altro fondamentale pilastro su cui si sono investite diverse risorse del PNRR è la valorizzazione delle risorse umane e in questa “sezione” di intervento possiamo annoverare l’attesa riforma della guida turistica.

Da pochi giorni, infatti, con l’approvazione della camera e del senato della nuova legge si istituisce la Guida Turistica Nazionale.

Dopo anni la professione di guida turistica ampia il suo ambito territoriale di competenza: dalla provincia alla nazione. Così vengono istituiti degli esami di caratura nazionale con cadenza annuale, viene istituito un elenco nazionale delle guide abilitate a cui sarà necessario non solo iscriversi ma a cui si dovrà “attingere” per lo sviluppo dei tour guidati, si mantiene l’obbligo di aggiornamento professionale e la possibilità di conseguire specializzazioni di accompagnamento di gruppi su specifiche tematiche o ambiti territoriali.

A queste novità, determinate anche dall’impossibilità di mantenere la figura professionale legata a “retaggi passati” che spesso sono stati contrari anche ai principi cardine delle direttive europee sulla libera concorrenza si aggiungono l’applicazione di sanzioni in caso di abusivismo e soprattutto l’attrbiuzione di un nuovo codice ATECO.

Proprio il nuovo codice ATECO è la novità più importante, perché permetterà di definire meglio la figura professionale senza confonderla con altre e sarà più facile individuare i propri compiti e responsabilità iniziando una “liberalizzazione” della professione da più parti richiamata come condizione basilare per rendere più flessibile il mercato.

Digital Hub e revisione della professione della guida turistica a cui aggiungiamo lo “scossone” sugli affitti brevi ed il conseguente decreto legge dello scorso settembre prospettano un profondo cambiamento nella concezione del turismo che mostrerà i propri effetti nei prossimi anni: il 2024 dove ci si aspetta di intercettare la grande maggioranza dei cosiddetti turisti delle radici ovvero i circa 80 milioni di oriundi (o loro discendenti) italiani residenti all’estero il cui indotto economico è valutato circa 6 miliardi di euro ed il Giubileo 2025.

Samuel Piana

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