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L’industria del videogioco in Spagna ha toccato la cifra di 1.083 milioni di euro.

L’industria del videogioco in Spagna ha toccato la cifra di 1.083 milioni di euro. 1

Nel corso del 2015 la vendita fisica di videogiochi in Spagna ha generato 791 milioni di euro, le transazioni online circa 292 milioni, di cui 123 milioni corrispondenti alle applicazioni mobili. In particolare, secondo i dati emersi dall’Year book dell’industria, elaborato dall’Associazione Spagnola di Video Games (AEVI), sono state vendute un totale di 9,825,000 unità di videogiochi, 1.105.000 console e 4.444.000 periferiche.

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La tendenza a disporre di nuovi dispositivi di gioco, é riuscita a catapultare l’industria spagnola dei videogiochi in un nuovo record: 1.083 milioni di euro, equivalente a una crescita dell’8,7%. Le vendite di videogiochi (software) hanno registrato circa 352 milioni di euro nel corso dello scorso anno, che rappresenta comunque un calo del 3,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (364 milioni di euro). In termini globali, il settore  muove più di 90.000 milioni di dollari in tutto il mondo.

Le console di nuova generazione (PlayStation 4 e Xbox One) nel corso del 2015 hanno mantenuto l’aumento della spesa per l’hardware, per un totale di 334 milioni di euro, l’11,2% in più rispetto al 2014. In totale sono state vendute 820.000 console. Risultato più che logico, considerato che molti distributori e sviluppatori hanno cominciato a creare videogiochi adattati ai dispositivi moderni per distanziarsi dalle vecchie console.

 

La crescita del settore dei videogiochi in Spagna è evidenziata anche dai numeri del Gruppo Codere, multinazionale leader nel settore del gioco privato, che ha chiuso il primo trimestre del 2016 con un fatturato di 363 milioni di euro. L’azienda spagnola, che da anni opera anche in altri nazioni, come l’Italia e i paesi sudamericani ha intrapreso diverse collaborazioni con alcune delle aziende leader nel paese iberico per lo sviluppo e la creazione di giochi online 2.0, capaci di fondere in un’unica cosa le caratteristiche del gambling con quelle dei giochi per console o desktop. Una strategia che ha avuto successo, anche al di là dei pirenei, con le slot machine online Marvel nate dalla collaborazione tra la stessa Marvel e il colosso Playtech. Gli investimenti registrati a chiusura del primo trimestre hanno superando la soglia dei 25 milioni, raddoppiando di fatto quelli compiuti nel medesimo periodo dell’anno precedente, favoriti dalle aspettative sulla finalizzazione del processo di ristrutturazione tecnica e finanziaria.

Nonostante, l’industria è tornata a subire le conseguenze di un cambiamento di paradigma nel consumo per quel che riguarda i contenuti.

Le vendite di software fisiche hanno registrato un calo del 3,3%, ma il consumo di contenuti online (292.000.000 euro) ha visto un ulteriore incremento rispetto al 2014 (241 milioni di euro), che comprendono il download di applicazioni per dispositivi mobili e delle piattaforme online. Secondo questo report,  i giochi acquistati da dispositivi mobili hanno generato 123 milioni di euro, mentre il consumo da altre piattaforme e servizi di distribuzione on-line si è attestato sui 169 milioni.

Secondo Alberto González Lorca, presidente della AEVI, la sfida principale del settore dei videogiochi spagnolo per i prossimi anni è chiara: “Situare la  Spagna come leader internazionale nello sviluppo del gioco. Siamo il quinto mercato europeo per consumo di videogiochi e tuttavia siamo ancora l’ottavo paese nello sviluppo“.

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Con l’ascesa di nuovi mercati come la Cina e altri paesi asiatici, la Spagna è stato relegata al nono posto nel consumo di videogiochi a livello mondiale, ma le cifre del 2015 convertono questo segmento nella prima industria dell’intrattenimento a livello di fatturato, quinta a livello europeo, davanti alle produzioni cinematografiche e discografiche.

Considerando la popolazione del paese, sono cifre che indicano il buono stato di salute del settore, che supportano la penetrazione sociale del gioco con 15 milioni di giocatori in Spagna, il 42% della popolazione totale. Tuttavia, i numeri non si traducono in sviluppo. Si consuma, ma non si sta generando ricchezza né nuovi posti di lavoro.

Secondo Simon Little, Amministratore Delegato di ISFE  (Interactive Software Federation Europea), è chiaro che i paesi europei sono all’avanguardia nello sviluppo di videogiochi.

Storicamente, il Regno Unito, la Germania e la Francia sono i più forti in quanto dispongono dei più grandi mercati locali. In particolare, il Regno Unito vanta una grande esperienza nella creazione di videogiochi. Questi paesi possiedono sane industrie locali. Nel frattempo, i paesi nordici possono contare su eccellenti aziende tecnologiche che dispongono di prodotti interessanti, anche se il settore è un po’ più piccolo” ha affermato.

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Secondo Little “l’industria spagnola è molto piccola ma anche molto giovane. In questo senso stanno cominciando a verificarsi cose interessanti e la situazione sta già cambiando“.

Anche se i grandi editor possono contare su una forte presenza in Spagna, quasi tutti gli sforzi sono concentrati nelle attività di localizzazione e test, che tecnicamente fanno parte dello sviluppo, ma non assumono artisti o programmatori.

L’industria dei videogiochi – afferma in un’intervista González Lorca -, genera un’attività importante in Spagna e si sta ponendo come guida delle industrie audiovisive“.

Cina, Stati Uniti, Giappone, Corea del Sud, Germania, Regno Unito e Francia “sono i paesi in cui si registra il maggior consumo di videogiochi, ma sono anche grandi referenti per quanto riguarda lo sviluppo. La Spagna è al nono posto per i consumi a livello mondiale e quarto in Europa, eppure non è ancora il momento di inserire il settore in un contesto internazionale. Ci auspichiamo che i nostri politici lavorino per questo“, ha concluso Lorca.

 

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Massimo Uccelli
Fondatore e admin. Appassionato di comunicazione e brand reputation. Con Consulenze Leali mi occupo dei piccoli e grandi problemi quotidiani delle PMI.
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