L’era della “social media fatigue” potrebbe riportare in auge uno dei padri fondatori del web moderno: Myspace. I fratelli Tim e Chris Vanderhook, attuali proprietari del brand tramite Viant Technology, hanno svelato l’intenzione di rilanciare la piattaforma. L’annuncio è emerso all’interno del documentario “Myspace”, diretto da Tommy Avalone, riaccendendo l’interesse degli amanti della tecnologia e della nostalgia Y2K.
Perché i proprietari puntano sul ritorno di Myspace
L’obiettivo dei Vanderhook non è sfidare direttamente colossi come Meta o TikTok sul loro stesso terreno, ma proporre un’alternativa “antidoto” alla saturazione da feed algoritmi.
I punti centrali emersi sulla nuova visione di Myspace includono:
- Attesa strategica: La proprietà attende la finestra temporale migliore prima di svelare la piattaforma, pronti a ritentare se il primo impatto non dovesse raggiungere i risultati sperati.
- Contro-programmazione: Il nuovo Myspace mira a catturare quegli utenti che cercano interazioni sociali più umane, meno guidate da algoritmi predittivi e da logiche di engagement forzato.
- Superamento del passato: Dopo le ingenti perdite subite con il restyling del 2013 (oltre 150 milioni di dollari sfumati), il modello di business atteso dovrà essere più sostenibile e mirato.
Cosa pensano gli analisti del rilancio di Myspace
Secondo gli esperti di settore, l’effetto nostalgia porterà un picco immediato di traffico, ma la vera sfida risiederà nella retention. Piattaforme recenti come Noplace hanno dimostrato che il design retro attira attenzione nelle prime 24 ore, per poi subire bruschi cali se manca una reale utility quotidiana.
Restano ancora da chiarire la data di lancio ufficiale, le modalità di personalizzazione dei profili (storico punto di forza del sito) e il ruolo che avrà la musica indipendente all’interno della nuova architettura.












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