Fabio Invernizzi, Sales Director, EMEA South Boomi
Percepito come troppo complesso per attirare chi non abbia competenze tecniche, il middleware è tuttavia una componente chiave di un’organizzazione. Dimenticatevi l’innovazione e l’agilità se non avete gli strumenti in grado di interconnettere in modo efficiente tutte applicazioni e le fonti dati, semplificandone l’integrazione.
Qual è il ruolo dell’infrastruttura software nella modernizzazione delle aziende?
Sotto la spinta delle nuove tecnologie, le aziende sono costrette a reinventarsi. Le catene di valore sono spesso destabilizzate dalla comparsa di nuovi attori e dall’emergere di nuove forme di concorrenza. Alcune aziende lottano per rimanere competitive, mentre altre evolvono sviluppando nuovi modelli di business o attraverso acquisizioni. Allo stesso tempo, è chiaro che le innovazioni tecnologiche sono opportunità da cogliere per andare avanti. Intelligenza artificiale (AI), big data, cloud, Internet of Things (IoT), Robotic Process Automation (RPA): ognuna di queste tecnologie può essere utile a un’azienda per modernizzare le operations e sviluppare nuovi prodotti e servizi.
Tuttavia, è importante essere consapevoli che l’adozione di tecnologie ha senso solo se l’infrastruttura software permette lo scambio di informazioni tra tutte le applicazioni, garantendone allo stesso tempo affidabilità e correttezza, oltre che permettere l’interscambio in maniera standard e sicura verso terze parti (es. via API). Che si tratti di migrare le applicazioni verso il cloud o di modernizzare le applicazioni esistenti mantenendole on-premise, il middleware è strategico. Se l’investimento in una piattaforma middleware è già parte integrante delle iniziative di modernizzazione, è tuttavia importante assicurarsi che questa sia adatta a supportare tutte le nuove tecnologie, comprese le iniziative a venire e la gestione di potenziali migliaia di oggetti connessi in futuro.
Verso un middleware adattato al mondo digitale
Le strategie di trasformazione si stanno concentrando fortemente sul cloud, come conferma una recente ricerca promossa da Boomi* che evidenzia come il 79% delle organizzazioni italiane oggi integri nella propria strategia applicativa l’adozione del cloud, inteso nella sua accezione più ampia, che comprende gli ambienti software-as-a-service, PaaS e multi-cloud.
Tuttavia, queste strategie hanno bisogno di un middleware, e molti di quelli attualmente in uso non sono stati progettati per far fronte a sistemi IT distribuiti in ambienti ibridi. Non parliamo di limitazione tecniche ma di un approccio diverso, agile, orientato al DevOps e soprattutto no code/low code. Aggiungiamo che lo scopo di un middleware moderno, in ambiti in cui sia già presente un Enterprise Service Bus, a volte non è di sostituire l’ESB stesso (impensabile in alcuni casi), ma piuttosto di affiancarlo nella gestione di tutta la parte “nuova”.
Il cloud ha ridotto drasticamente il tempo per implementare grandi applicazioni aziendali, è difficile pensare che questo prezioso risparmio di tempo possa essere messo in discussione da un middleware inappropriato.
Prepararsi al futuro con una piattaforma di integrazione nel cloud (iPaaS)
Collegare rapidamente le applicazioni tra loro e fornire dati affidabili al momento giusto, indipendentemente dal volume, è un requisito per supportare una trasformazione digitale di successo. Scegliere la giusta piattaforma middleware e usarla correttamente è fondamentale sia che un’organizzazione stia migrando le proprie applicazioni verso il cloud, sia che stia adottando un approccio più conservativo, ottimizzando le applicazioni esistenti. Che si tratti di sistemi di oggetti connessi (IoT) o di database progettati nativamente per il cloud, una piattaforma di integrazione deve permettere di integrare le più recenti tecnologie.
L’integrazione è sempre una sfida in termini di risorse e competenze, ma una moderna piattaforma di tipo iPaaS abilita i nuovi processi di business, automatizza gli esistenti, aggiunge una forte componente di governo e riduce le competenze richieste.
Infine, con un ambiente di sviluppo “drag and drop”, connettori out-of-the-box e suggerimenti di configurazione basati sull’intelligenza artificiale (AI), i dipartimenti IT possono ottenere integrazioni e flussi di lavoro cinque volte più velocemente che con tecniche di coding manuale.
Invisibile all’utente finale, il middleware è quindi uno strumento decisivo per sostenere la capacità di un’azienda di evolvere e innovare e la sua scelta rappresenta un indubbio vantaggio competitivo strategico per l’azienda.
*Ricerca ERP Innovator’s Dilemma, commissionata da Boomi a Coleman Parkes che ha coinvolto 825 Enterprise Architect che operano aziende di 12 diversi settori di mercato in 12 regioni EMEA: UK, Irlanda, Norvegia, Svezia, Danimarca, Finlandia, Germania, Olanda, Belgio, Francia, Italia, Svizzera e Emirati Arabi – Giugno 2020












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