Questa notte, a cavallo tra il 24 e il 25 luglio 2026, SpaceX ha effettuato il tredicesimo test di volo suborbitale del gigante Starship. Il sistema di lancio è decollato dalla base di Starbase a Boca Chica, in Texas, completando gran parte degli obiettivi previsti dalla missione.
Cos’è Starship?
Starship è il sistema di trasporto spaziale di nuova generazione sviluppato da SpaceX.
L’intero sistema è progettato per essere completamente e rapidamente riutilizzabile ed è composto da due parti:
- Super Heavy (Primo stadio): il gigantesco booster che fornisce la spinta necessaria a uscire dall’atmosfera terrestre.
- Starship (Secondo stadio): la nave spaziale vera e propria, concepita per trasportare equipaggiamento, satelliti e astronauti in orbita, sulla Luna (nell’ambito del programma Artemis della NASA) e in futuro verso Marte.
La missione di questa notte ha impiegato la nuova versione V3 del sistema (Ship 40 e Booster 20), caratterizzata da dimensioni e potenza incrementate e da motori Raptor riprogettati per migliorare l’affidabilità.
Come è andato il lancio e cosa è successo
Il lancio è arrivato dopo due rinvii (uno dovuto a un abort automatico dei motori il 16 luglio e l’altro alle condizioni meteo il 23 luglio). Alle 23:51 italiane (17:51 locali), i 33 motori del Super Heavy si sono accesi, sollevando il vettore nel cielo del Texas. Cliccando su questo link puoi rivedere il lancio completo su X.
Cronologia dei momenti chiave della missione:
- Separazione degli stadi: Dopo circa tre minuti di volo, lo stadio superiore si è separato con successo dal booster Super Heavy.
- Rientro del Booster: Il primo stadio Super Heavy ha invertito la rotta verso il Golfo del Messico. Durante la fase finale di accensione per l’ammaraggio, solo una parte dei motori dedicati si è riaccesa correttamente, portando a un rientro più “duro” del previsto in acqua, anche se l’area bersaglio è stata centrata.
- Volo orbitale e riaccensione: Lo stadio superiore Starship ha proseguito la sua traiettoria suborbitale e, una volta nello spazio, ha testato con successo la riaccensione di un motore Raptor a gravità zero, un test fondamentale per le future manovre orbitali.
Cosa hanno fatto durante la missione?
Oltre a testare l’hardware della nuova versione V3, l’hardware e i software di volo hanno portato a termine diverse operazioni chiave:
- Rilascio dei satelliti Starlink v3: Per la prima volta, Starship ha testato in volo reale il suo erogatore di carico (il distributore tipo “Pez”), rilasciando 20 satelliti Starlink di terza generazione nello spazio.
- Ispezione dello scudo termico: Sei dei satelliti rilasciati erano dotati di fotocamere puntate verso la nave spaziale per scattare immagini in tempo reale dello scudo termico, analizzandone lo stato prima del drammatico rientro atmosferico.
- Test di rientro e ammaraggio morbido: Durante la discesa attraverso l’atmosfera a velocità ipersonica, lo scudo di mattonelle ceramiche ha protetto la struttura dalle temperature estreme.
- Ammaraggio controllato nell’Oceano Indiano: Circa un’ora e 5 minuti dopo il decollo, Starship ha riacceso i propri motori per orientarsi verticalmente e adagiarsi dolcemente sulle acque dell’Oceano Indiano. Per la prima volta nella storia del programma, la nave è rimasta integra dopo l’impatto con l’acqua, continuando a trasmettere immagini senza esplodere.
Il completamento dei test principali rappresenta un passo decisivo verso il pieno riutilizzo di Starship e verso i futuri test di rifornimento di propellente in orbita.
Di seguito una breve gallery con alcune particolarità che abbiamo riscontrato:








Immagini di SpaceX su X.











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