PEC, firma digitale e raccomandate online sempre più alla portata dei privati cittadini: in dieci anni sono cresciuti di oltre 40 volte

Mentre slitta l’addio alla carta d’identità cartacea, la spinta verso firma digitale e PEC non si ferma e la burocrazia diventa sempre più digitale, anche per i cittadini comuni.  In un settore costruito sugli abbonamenti annuali, alcune piattaforme scelgono la strada opposta: ogni servizio si attiva gratis e si paga solo quando si usa. Una di queste è LetteraSenzaBusta, dove oggi 7 utenti su 10 sono privati cittadini.

In Italia la burocrazia si “sbriga” sempre più online. Se fino a pochi anni fa, parole come PEC o firma digitale erano appannaggio di commercialisti, avvocati e uffici aziendali, oggi sono diventate strumenti di uso quotidiano per i cittadini: si firma un contratto a distanza, si invia una disdetta senza passare dallo sportello e si riceve una comunicazione con valore legale direttamente nella propria casella PEC. Che la direzione sia segnata lo dicono i numeri del settore, secondo l’AgID, nel solo primo semestre 2025 ci sono state oltre 32 milioni di firme digitali attive in Italia, che hanno prodotto oltre 3,4 miliardi di approvazioni elettroniche remote.

Un’altra spinta in questa direzione arriva da un cambiamento che riguarda milioni di italiani: la sostituzione della carta d’identità cartacea con quella elettronica, che funge anche da credenziale digitale. Per alcune di queste persone si tratterà di un ingresso improvviso in un mondo tutto nuovo e la domanda è se gli strumenti per stare al passo con questi cambiamenti siano davvero accessibili a tutti. “Il modello commerciale su cui spesso sono costruite le piattaforme che offrono questi servizi non sempre è adatto a chi, come un cittadino comune, ne fa un utilizzo non prettamente quotidiano”, spiega Mirko Pinato, CEO di LetteraSenzaBusta. “Attivare una PEC o una firma digitale significa, nella maggior parte dei casi, firmare un contratto annuale, sottoscrivere quindi un abbonamento e pagare ogni anno, indipendentemente da quante volte il servizio viene effettivamente usato”.

Eppure ci sono realtà che hanno costruito il proprio modello sulla semplicità di utilizzo e sulla formula “pay per use”. Una di queste è proprio LetteraSenzaBusta, piattaforma italiana che porta online raccomandate, PEC, firma digitale, conservazione a norma, data certa, disdette e reclami ribaltando la logica: ogni servizio si attiva gratis e si paga solo quando si usa.

Una piattaforma pay-per-use che attira sempre più privati cittadini offrendo un ventaglio di servizi

Proprio la modalità pay-per-use, oltre a ditte individuali e PMI, ha intercettato soprattutto le persone comuni: gli utenti privati della piattaforma sono cresciuti del +52% per dieci anni (da  10.500 a 455.000) e oggi rappresentano il 70% degli utenti complessivi. Nel complesso la piattaforma ha superato i 650.000 utenti registrati, con 196.000 firme digitali attive e 302.000 ordini gestiti nel 2025. Tra i clienti figurano anche oltre 20.000 italiani residenti all’estero, per cui un canone fisso annuale, a fronte di poche pratiche, sarebbe il modo più scomodo di restare in regola con l’Italia da lontano. Per i servizi più delicati, le disdette e i reclami, la piattaforma mette a disposizione migliaia di moduli predisposti da avvocati e conformi alla normativa che l’utente può compilare, firmare digitalmente e inviare autonomamente.

“Non tollero gli abbonamenti che si rinnovano da soli e che il più delle volte ti dimentichi di disdire, quelli che paghi tutto l’anno per usare una volta o al massimo due”, racconta Mirko Pinato. “È da qui che abbiamo costruito la piattaforma: le persone attivano gratis i servizi e pagano solo quando li utilizzano. Il nostro obiettivo è fare in modo che chi ha bisogno ad esempio di un apporre una firma digitale su un documento trovi qualcosa di semplice, invece che l’ennesima complicazione in stile “burocratese”.

Dietro la piattaforma c’è una storia che parte dalla carta. LetteraSenzaBusta nasce nel 2016 con il servizio che le ha dato il nome: la raccomandata “senza busta”, pensata per chi, in primis avvocati e commercialisti, si vedeva contestare dal destinatario il contenuto di una raccomandata, sostenendo di aver ricevuto un foglio bianco o una busta vuota. L’utente caricava il PDF online, l’azienda si occupava di stampa, sigillatura senza busta e consegna, mettendo al riparo da quel tipo di disputa. Da qui, di pari passo con la crescente digitalizzazione della burocrazie, la piattaforma ha progressivamente affiancato ai servizi postali quelli digitali, come la PEC, la firma digitale, la conservazione a norma, la data certa che assegna a un documento una data e un’ora con valore legale, fino alla notarizzazione su blockchain Bitcoin per attribuire ai documenti una data certa immutabile. Il filo conduttore è sempre lo stesso: la firma digitale, che permette di accedere a tutti gli altri servizi.

Quando sostituire la carta d’identità e a cosa serve la nuova CIE

In pratica, con la recente proroga chi ha una carta di carta ancora valida non dovrà più correre allo sportello entro agosto: potrà usarla fino alla sua scadenza naturale, in Italia e nei rapporti con la Pubblica Amministrazione. Resta invece necessario passare alla Carta d’Identità Elettronica (CIE) per chi ha il documento scaduto, smarrito o danneggiato, o per chi deve viaggiare fuori dall’Italia. La CIE è già una vera e propria credenziale digitale, che apre la porta proprio a quei servizi come la firma digitale, fino a poco tempo fa percepiti come “roba” da esperti.

Nel frattempo, LetteraSenzaBusta si prepara a lanciare, a luglio, NotificaTo. Il nuovo servizio si inserisce nella strategia di digitalizzazione e semplificazione burocratica dell’azienda, introducendo la Raccomandata Digitale via WhatsApp, SMS ed email. Una soluzione progettata per garantire a chiunque l’invio di comunicazioni a valore legale con la stessa efficacia probatoria della tradizionale raccomandata cartacea.

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LetteraSenzaBusta Nata nel 2016, LetteraSenzaBusta è una piattaforma italiana che consente a privati, professionisti e piccole imprese di gestire online raccomandate, PEC, firma digitale, data certa, conservazione a norma, telegrammi, disdette e reclami, senza recarsi in posta e senza abbonamenti. La caratteristica distintiva è la formula pay-per-use, un modello che semplifica le cose a chi usa questi servizi una tantum. Oggi conta oltre 650.000 utenti registrati tra Italia ed estero e una valutazione di 4,7 su Trustpilot.

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