NewsScienza

Il cervello impara a vedere con il suono

Il cervello impara a vedere con il suono 1

Privi della vista, i non vedenti riescono a recuperare una quantità impressionante di informazioni dagli altri sensi. Fare questo richiede il loro cervello deve effettuare una particolare serie di operazioni che sono state studiate dagli scienziati.

Effettuato questo studio,si è creato un  sistema di realtà aumentata  che converte le immagini in paesaggi sonori. Il sistema è stato inventato nei primi anni ’90, ma non è mai stato ampiamente utilizzato. In pratica si tratta di occhiali con una telecamera e un software integrato che converte le immagini catturate dalla fotocamera in suoni. L’intonazione del suono (alto o basso) indica la posizione verticale di un oggetto, i tempi e la durata del suono indicano la posizione dell’oggetto orizzontale e larghezza (si può vedere e ascoltare una demo  qui ). Convertire in suono il paesaggio circostante è un po’ complesso, il risultato è poco ascoltabile… Con molta pratica, le persone impareranno a interpretare i suoni e a capire cosa c’è intorno a loro. Per scoprire ciò che realmente accade, Ella Striem-Amit e Amir Amedi della Hebrew University di Gerusalemme hanno scansionato il cervello di sette persone congenitamente cieche che erano state  addestrate per una media di 73 ore sul sistema di realtà aumentata. Dopo l’allenamento, hanno raggiunto il 78 per cento di accuratezza a classificare tre diversi tipi di oggetti: persone, oggetti di uso quotidiano (come un cellulare), o modelli di texture. In alcuni casi, si potrebbe fare ancora di più. Una volta scansionato il cervello dei soggetti ciechi e di soggetti vedenti,si è scoperto che in entrambi la zona interessata al processo si è egualmente attivata.  Striem-Amit e Amedi hanno scoperto che nelle sia nelle persone non vedenti che in quelle vedenti, si attiva una zona chiamata giunzione temporo-parietale, che alcuni ricercatori ritengono sia coinvolta nel capire le intenzioni delle altre persone. Lo studio dimostra che il cervello può essere notevolmente malleabile, dice Kalanit Grill-Spector, neuroscienziato presso la Stanford University. Quando le persone non vedenti imparano a leggere in Braille, la loro corteccia visiva  diventa sensibile al tatto, osserva. Striem-Amit e Amendi riconoscono che questo tipo di dispositivo di realtà aumentata deve ancora essere ampiamente adottato da persone non vedenti. Con alcuni miglioramenti, sperano che lo diventi per tutti. Da poco è stata rilasciata una nuova app per iPhone gratuita chiamata EyeMusic, che aggiunge nuovi algoritmi e diversi strumenti musicali per fornire informazioni sul colore.

 

 

[fonte]

Leave a Response

Massimo Uccelli
Fondatore e admin. Appassionato di comunicazione e brand reputation. Con Consulenze Leali mi occupo dei piccoli e grandi problemi quotidiani delle PMI.
Translate »

Su questo sito utilizziamo strumenti nostri o di terze parti che memorizzano piccoli file (cookie) sul tuo dispositivo. I cookie sono normalmente usati per permettere al sito di funzionare correttamente (cookie tecnici), per generare statistiche di uso/navigazione (cookie statistici) e per pubblicizzare opportunamente i nostri servizi/prodotti (cookie di profilazione). Possiamo usare direttamente i cookie tecnici, ma hai il diritto di scegliere se abilitare o meno i cookie statistici e di profilazioneAbilitando questi cookie, ci aiuti ad offrirti una esperienza migliore con noi. 

 

>> Cookie Policy <<