Quando si tratta di smart home e sensori le novità sono sempre ben apprezzate, ancora di più quando Aqara aveva presentato il suo nuovo sensore di presenza, che oltre ad essere come sempre super efficace, a batteria; aprendo la strada dove nessun fino ad ora ero riuscito.
Aspettavo davvero con ansia di poter provare questo prodotto e dopo diverse settimane di utilizzo quotidiano, posso dire che il nuovo sensore di presenza Aqara FP300 rappresenta uno dei prodotti più maturi e interessanti oggi disponibili nel panorama della smart home. Aqara ha cercato di risolvere uno dei principali limiti dei sensori mmWave tradizionali, ossia la necessità di alimentazione continua, introducendo finalmente un modello completamente wireless, alimentato a batteria, senza però rinunciare alla precisione del rilevamento presenza. Ed è proprio questo l’aspetto che cambia davvero l’esperienza d’uso.

A differenza dei classici sensori PIR, che rilevano solo il movimento e smettono di “vederti” appena resti fermo, l’FP300 combina un radar mmWave a 60 GHz con un sensore PIR tradizionale. Il risultato è molto più naturale nell’uso quotidiano: le luci rimangono accese mentre si lavora al PC, si legge sul divano o si guarda la TV senza continui spegnimenti indesiderati. In pratica il PIR serve per la reattività immediata, mentre il radar mmWave mantiene stabile la presenza anche in assenza di movimento evidente. È una combinazione estremamente intelligente che rende le automazioni molto più affidabili rispetto ai normali sensori di movimento.

Dal punto di vista costruttivo, Aqara ha fatto un ottimo lavoro con un design più moderno, più curato e soprattutto molto più versatile nel posizionamento. Il corpo misura 42x42x50 mm e il peso è circa 180g. L’assenza di cavi consente finalmente di mettere il sensore nel punto realmente ottimale per il rilevamento, invece che vicino a una presa elettrica. È un dettaglio che può sembrare secondario, ma nella pratica cambia completamente la qualità delle automazioni. L’alimentazione è a batterie (2xCR2450), una scelta forse discutibile però la compattezza del dispositivo fa si che è difficile abbinare una batteria differente e di facile reperibilità.
Secondo Aqara il raggio d’azione è di 120 gradi su due anni e una portata fino a 6 metri, dovremo scegliere bene dove posizionare il dispositivo visto che in questi casi conta molto la posizione e come lo si orienta per far entrate in gioco possibili automazioni.

Uno degli aspetti più convincenti dell’FP300 è la completezza funzionale. Non si tratta solo di un sensore di presenza: integra infatti anche sensori di temperatura, umidità e luminosità, diventando una vera centralina ambientale multifunzione. Questo permette di creare automazioni molto evolute, ad esempio attivare ventilazione o climatizzazione solo quando una stanza è occupata, regolare le luci in base alla luminosità ambientale oppure monitorare il comfort di una stanza senza installare dispositivi aggiuntivi.

Sul fronte della connettività, il dispositivo è probabilmente uno dei più completi oggi sul mercato. Supporta sia Zigbee sia Thread con Matter (ma bisogna scegliere o uno o l’altro, non entrambi. Di default arriva con impostato Thread), permettendo l’integrazione con ecosistemi come Apple Home, Home Assistant (Zigbee2MQTT, ZHA, DECONZ), Google Home, Alexa, Homey e SmartThings. Per chi utilizza HomeKit o Home Assistant, è uno dei pochi sensori realmente “future-proof” oggi disponibili. Tuttavia esiste una differenza importante tra utilizzo tramite Matter e utilizzo completo tramite ecosistema Aqara/Zigbee: le configurazioni avanzate, come regolazione della sensibilità, tuning del radar o impostazioni più granulari, restano accessibili soprattutto usando un hub Aqara. Con Matter il dispositivo funziona bene, ma risulta più “chiuso” nelle personalizzazioni e nei dati che si possono avere.

Nel mio utilizzo quotidiano il comportamento è stato generalmente molto convincente. Il rilevamento presenza è rapido, preciso e soprattutto stabile nelle stanze piccole o medie. In ufficio, ad esempio, riesce a mantenere correttamente lo stato di occupazione anche durante lunghe sessioni davanti al computer con movimenti minimi. Molti utenti Home Assistant hanno riportato prestazioni molto superiori rispetto ai comuni sensori Tuya mmWave, soprattutto nella gestione delle “false assenze”.
Detto questo, il prodotto non è perfetto. In ambienti molto grandi o con layout complessi il posizionamento diventa fondamentale, e trovare il punto ideale può richiedere diversi tentativi. Alcuni utenti hanno segnalato falsi positivi, presenze fantasma o rilevamenti non sempre coerenti, specialmente nelle prime versioni firmware. In alcuni casi sono state riportate anche disconnessioni occasionali tramite Matter over Thread, con necessità di riavviare il dispositivo rimuovendo le batterie.
Anche il tema autonomia merita una considerazione più approfondita. Aqara dichiara fino a 2 anni di durata con Thread e fino a 3 anni usando Zigbee, ma nella pratica la durata dipende enormemente dalla configurazione scelta, dalla frequenza di rilevamento e dal numero di sensori attivi.
Va inoltre chiarito che questo FP300 non sostituisce completamente il più avanzato FP2. Aqara ha volutamente rinunciato ad alcune funzioni premium come il rilevamento multi-zona, il tracking multipersona o le funzioni avanzate di monitoraggio presenti sui modelli cablati. Però, paradossalmente, per molti utenti questa scelta potrebbe essere un vantaggio: meno complessità, meno configurazioni da gestire e automazioni più immediate e stabili.
Per la configurazione si parte dall’app Aqara (per iOS e Android), in cui sceglieremo quale standard vogliamo utilizzare, Thread o Zigbee, saremo comunque in grado di associarlo anche fuori da tale ecosistema Aqara, importante che siano in grado di integrare componenti Zigbee e/o Matter. Scelto Matter potremmo andare ad associarlo ad un router di confine, nel mio caso M200, ed il gioco è fatto. Per quanto riguarda Zigbee la procedura rimane molte semplice anche in questo caso, il bridge rileverà il sensore nelle vicinanze e provvederà a integrarlo.
Con Matter come detto avremo poche impostazioni da regolare, mentre con Zigbee ci sarà da sbizzarrirsi; infatti le configurazioni saranno più avanzate. Di sicuro utilizzando Zigbee il sensore da il meglio di se e mani bassi lo possiamo definire il migliore sensore in questa categoria. Nel mio uso giornaliero in bagno non ho avuto problemi anche se mi trovavo nella doccia, nonostante la superficie del box da ostacolo. Ovviamente vi ricordo che questo tipo di sensori va comunque posizionato in maniera corretta e nel caso anche calibrato per evitare false rilevazioni. Mi ha fatto piacere notare che anche gli altri sensori che possiede sono risultati efficienti nelle rilevazioni, oltre ad essere un valore aggiunto.
Conclusione
Aqara FP300 è probabilmente uno dei sensori di presenza più equilibrati oggi disponibili per chi vuole una smart home realmente intelligente. Non è soltanto un sensore “tecnologico”, ma un dispositivo che migliora concretamente l’esperienza quotidiana delle automazioni domestiche.
La combinazione tra precisione mmWave, funzionamento a batteria, supporto Matter/Thread e sensori ambientali integrati lo rende un prodotto estremamente versatile e moderno. Richiede ancora qualche affinamento software (la perfezione non esiste), ma rappresenta senza dubbio uno dei passi avanti più importanti nel settore dei sensori smart degli ultimi anni.
Aqara FP300 è disponibile sul sito del produttore al prezzo di €49,99 oppure su Amazon al prezzo di €55,99; correte a prenderlo perché è stato preso d’assalto al lancio e risultato non disponibile per settimane.













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