Se possedete un iPhone e non vedete l’ora di conversare con la nuova e rivoluzionaria Siri potenziata da Apple Intelligence, c’è una cattiva notizia. Apple ha ufficializzato che, per il momento, non esiste una data di rilascio (timeline) per il debutto di Siri AI su iOS e iPadOS all’interno dell’Unione Europea. Mentre gli utenti americani e di altri mercati globali si preparano a testare le capacità dell’assistente vocale di prossima generazione, l’Europa si trova per l’ennesima volta in una posizione di stallo tecnologico.
Ma cosa sta bloccando davvero il rollout della nuova Siri nel Vecchio Continente? Non si tratta di una discriminazione linguistica, bensì di uno scontro normativo e politico senza esclusione di colpi tra Cupertino e Bruxelles.
Le cause del blocco: il Digital Markets Act (DMA)
Il fulcro della questione ha un nome ben preciso: Digital Markets Act (DMA), la severa normativa europea sui mercati digitali entrata in vigore per limitare lo strapotere delle Big Tech, etichettate come “gatekeeper”.
Apple ha espresso chiaramente le sue riserve, sottolineando come gli obblighi di interoperabilità imposti dal DMA rappresentino un rischio concreto per la sicurezza dei dispositivi e la privacy degli utenti. Lo scontro si articola su due fronti principali:
1. La questione dell’interoperabilità (Il nodo cruciale)
Il DMA vieta ad Apple di dare un trattamento preferenziale ai propri servizi rispetto a quelli della concorrenza. In parole povere, se Apple lancia una Siri ultra-intelligente integrata a livello profondo nel sistema operativo (capace di leggere le email, i messaggi e gestire le app), l’UE pretende che anche gli assistenti virtuali di terze parti (come Google Gemini o la AI di Meta) possano avere lo stesso identico accesso preferenziale e profondo all’hardware e ai dati dell’utente.
Apple si oppone fermamente a questa visione, sostenendo che concedere un accesso “quasi illimitato” a soggetti terzi, senza il costante controllo visivo dell’utente, creerebbe falle di sicurezza catastrofiche su un dispositivo personale come l’iPhone.
2. Il rischio di sanzioni miliardarie
Per Cupertino non si tratta solo di una divergenza filosofica, ma di un calcolo economico. Violare il DMA comporta multe spaventose: fino al 10% del fatturato globale annuo dell’azienda (che possono salire al 20% in caso di recidiva). Poiché il mercato europeo rappresenta circa il 27% delle vendite globali di Apple, l’azienda ha preferito congelare il lancio su iOS e iPadOS piuttosto che rischiare una sanzione da svariati miliardi di dollari.
Il “Paradosso” Mac e il rimpallo di colpe con l’UE
C’è un dettaglio che rende la situazione quasi paradossale: Siri AI e Apple Intelligence arriveranno comunque in Europa su macOS e visionOS.
Il motivo? Solo iOS e iPadOS sono stati designati ufficialmente dall’UE come piattaforme “gatekeeper” soggette alle restrizioni stringenti del DMA. I computer Mac e il visore Vision Pro, avendo quote di mercato diverse, non sottostanno alle stesse regole draconiane, permettendo ad Apple di muoversi con maggiore libertà.
Nel frattempo, la Commissione Europea ha rispedito le accuse al mittente. Da Bruxelles fanno sapere che il DMA non è nato per bloccare l’innovazione, ma per garantire una concorrenza leale. Secondo i regolatori europei, spetta ad Apple progettare soluzioni tecnologiche che siano sia sicure sia aperte alla concorrenza, senza pretendere di imporre un monopolio di fatto sugli strumenti di intelligenza artificiale che i cittadini europei possono utilizzare.
Quando la vedremo?
Le trattative tra i tecnici di Cupertino e i regolatori di Bruxelles sono in corso. Apple ha rivelato di aver proposto un piano di transizione tecnica per garantire l’accesso sicuro a terze parti nell’arco di 18 mesi, proposta che però non ha trovato il favore delle autorità europee.
La sensazione è che ci troviamo davanti a una complessa partita a scacchi. Apple usa l’esclusione di Siri AI dall’Europa come leva politica, sperando che il malcontento degli utenti prema sui regolatori; l’Unione Europea, dal canto suo, non intende fare sconti sui propri principi di mercato aperto. Fino a quando non verrà trovato un compromesso solido sulla gestione dei dati personali e sull’apertura ai concorrenti, la nuova Siri rimarrà un miraggio per gli utenti iPhone europei.












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