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SXSW, Google mostra la scarpa parlante

SXSW, Google mostra la scarpa parlante 1

Sgombriamo subito il campo da possibili dubbi: quella dell’Adidas vista al South By Southwest di Austin non sarà in commercio, almeno per il futuro prossimo venturo. La scarpa parlante è infatti un esperimento di Google all’interno del progetto Art, copy and code,  “a series of experiments to re-imagine advertising”; un progetto di comunicazione mirato a ripensare l’advertising.

scarpa


Nel video di presentazione vengono illustrate le funzionalità di una scarpa che comunica con chi la indossa. Attraverso l’uso della tecnologia Bluetooth, di un accelerometro, di un giroscopio, di un sensore di pressione e di altre tecnologie,
la scarpa comunica in maniera continuativa con chi la indossa fornendo informazioni utili, ma anche stimoli all’attività fisica che si sta svolgendo. Un dialogo tra la scarpa, chi la indossa e la rete: quando siamo fermi potrebbe dirci che la cosa è abbastanza noiosa, per poi gratificarci ai primi passi o durante la corsa. Registrare delle performance mai raggiunte prima, spingerci a raggiungerne delle altre. O avvisarci di sforzi fuori alla nostra portata. La scarpa osserva i nostri comportamenti, li registra, li elabora e poi li restituisce: queste informazioni – a discrezione, ovviamente – potranno essere convidise in tempo reale sul social di casa, Google+, e quindi in Rete, diventando narratori della propria attività e quindi del mondo che ci circonda in tempo reale.
L’esperimento di Google rientra nella sezione Connection Object, ovvero una possibile applicazione dell’Internet delle Cose: oggetti reali che comunicano tra di loro grazie alla Rete. In più, Google ci vede la creazione di contenuti digitali (e quindi pubblicità) che possono essere commentati e discussi in tempo reale. Lanciata l’idea, le possibili applicazioni potranno essere molteplici: tracciare percorsi, tempi, peso corporeo, inviare informazioni su condizioni climatiche, sul numero di passi percorsi o sulla velocità media di quel dato giorno. Cose che adesso possiamo fare in parte grazie a dispositivi esterni e che in futuro, invece, potrebbero essere elaborate direttamente e inviate al nostro smartphone dai nostri piedi.

Grazie a Fabio per la segnalazione.

 

 

 

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Massimo Uccelli
Fondatore e admin. Appassionato di comunicazione e brand reputation. Con Consulenze Leali mi occupo dei piccoli e grandi problemi quotidiani delle PMI.
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