TEDxVerbania: Alla scoperta dell'abbraccio di uno spazio sicuro 1

TEDxVerbania: Alla scoperta dell’abbraccio di uno spazio sicuro

Per il secondo anno di fila ho avuto il privilegio di partecipare all’edizione verbanese di TEDx.

Se lo scorso anno la mia presenza è stata un’improvvisata dell’ultimo minuto, quest’anno ho potuto mettermi un po’di più in gioco.

Ecco allora il breve racconto dell’esperienza di TEDxVerbania, così come mi ha colpito ed entusiasmato.

Innanzitutto, provo a partire del titolo, che onestamente non mi aveva entusiasmato, ma che senza dubbio aveva contribuito a pormi la domanda, “che ci vado a fare”.

Ed ecco la prima constatazione. Uno “spazio sicuro” è un luogo in cui è possibile crescere, progredire, in cui la relazione con l’altro è aiuto ed accettazione, in cui ci si possa sentire accolti, e coinvolti.

Lo scorso anno sono arrivato li, ed ho scoperto che l’unica persona che conoscevo e che mi aveva invitato a partecipare (all’ultimo minuto), non era presente a causa del Covid, e di conseguenza sono entrato un po’ titubante al teatro Maggiore di Verbania, dicendomi qualcosa come, “vabè, io mi metto a disposizione, qualcuno mi dirà cosa fare”.

Sono bastati 5 minuti, per sentirmi accolto, e proiettato in un clima gioioso, e carico di aspettativa per l’inizio dell’evento, ma allo stesso tempo pieno zeppo di cosa da fare, di attenzioni da avere, di cose pratiche da condividere. E l’esperienza è stata incredibile.

Quest’anno, nella nuova location di Villa Giulia, ho vissuto una specie di déjà vu, quando ho scoperto che (anche quest’anno) la persona che mi aveva invitato non era presente…

Ed eccomi di nuovo con la stessa identica sensazione di “e adesso cosa faccio” probabilmente ben visibile sulla mia faccia.

Ma anche sabato scorso, è bastato molto poco per essere “preso dentro nel vortice” delle cose da fare. Questa volta il mio computer è servito per proiettare le slide alle spalle degli speaker durante i loro interventi, e lì c’è voluto solo un attimo per essere operativo, tira il cavo per attaccare il proiettore, scarica l’ultima versione della presentazione, fai partire il tutto, audio compreso, perché le prove incombevano.

Ed ecco di nuovo la magia di TEDx che riaccade! La scintilla che si accende quando si lavora tutti insieme per un obiettivo comune.

Magia che con-prende (cioè, porta dentro) le diverse personalità, i diversi caratteri e temperamenti, che smussa subito gli spigoli, perché quello che deve accadere è più importante di quello che ciascuno di noi vorrebbe esprimere in quel momento. Ragione per cui, magari, qualcuno riesce ad evitare di essere ipercritico, o di imporre la sua “visione” a tutti i costi, ma adegua la sua modalità di affronto delle cose, alla modalità degli altri. E ci si supporta insieme!

Il secondo aspetto che mi ha profondamente colpito è stato il rapporto che si instaura con coloro che devono salire sul palco. Raccontare in pochi minuti ciò su cui si lavora magari per una vita, o “mettesi a nudo” raccontando esperienze anche dolorose di fronte ad un pubblico, non è cosa facile, e ti accorgi della fatica, sia fisica che psicologica di chi sta per “andare in scena” ma anche del momento di rilassamento che avviene quando talk finisce, e uno scenda dal palco, ancora un po’ frastornato ma felice che tutto sia andato per i meglio.

Ed è proprio guardando i volti di chi ha raccontato, ma anche la partecipazione e l’attenzione che ogni volontario ha avuto nei loro confronti, che ho potuto comprendere, finalmente il grande tema di quest’anno. TEDx rappresenta uno “spazio sicuro”, in cui potersi confrontare ascoltando voci diverse provenienti da esperienze diverse, in cui ci si può emozionare, dove è possibile anche sbagliare, ma dove, chiunque tu sia, e qualunque sia il tuo ruolo, qualunque sia la tua storia, qualunque sia la tua esperienza, puoi essere accolto. Cosa questa che non capita tutti i giorni!

Un grazie quindi, a tutti coloro che si sono sognati, contro ogni statistica, di portare TEDxa Verbania, e a tutti coloro che ogni anno si mettono in gioco nell’organizzare l’evento, ma soprattutto a coloro che decidono di salire su quel palco per raccontarsi!

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Digitalizzatore "Socio-simpatico" e consulente informatico. Da qualche anno ho iniziato ad occuparmi di Marketing Digitale (leadweb.it). Uno dei miei interessi è la Storia della Tecnologia, ed in particolare dell'informatica, argomento sul quale ho scritto 2 libri. Sono convinto che conoscere le incredibili storie che stanno alla base dell'avvento dei computer e le vicende dei loro creatori possano essere di aiuto alla crescita della consapevolezza nell'utilizzo di tutti gli strumenti.
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