
Avete mai immaginato di poter viaggiare indietro nel tempo e ritrovare le tracce dei vostri antenati e così decidere di fare un viaggio alla ricerca di quei luoghi? Oggi, grazie a Google Street View, questo sogno può diventare realtà.
Ormai da circa una decina d’anni il turismo è riconosciuto in maniera unanime come uno i dei motori economici dell’Italia e, nonostante le grandi differenze che si possono riscontrare nelle statistiche riguardanti questo particolare settore, possiamo affermare con un buon grado di approssimazione che ci sono ancora tante forme di turismo ancora poco sconosciute. Tra queste vi è sicuramente il cosiddetto turismo delle radici. Forse alcuni lettori ne hanno sentito parlare in questi mesi solo grazie all’ “intitolazione” del 2024 come: anno delle radici italiane nel mondo.
Proviamo a spiegare in maniera facile questa forma di turismo, molto importante per l’Italia. Immaginate di essere catapultati a ritroso nel tempo, in particolare nell’ Italia tra le seconda metà del 1800 e l’inizio del 1900. In quel periodo, l’industria italiana iniziava a muovere i primi passi. Pensate nel 1906 nasceva la FIAT: ma non vi era ancora il grande fabbisogno di manodopera che creerà la migrazione interna sud-nord, in più l’economia italiana era ancora in gran parte agricola: nelle campagne spesso si viveva una vita di grandi fatiche e si produceva per la sussistenza. Così molti decisero di partire: le stime dei flussi migratori in uscita dall’Italia in quegli anni documentano la partenza di circa 14 milioni di italiani: oltre 7 milioni si recano nelle Americhe (Argentina, Brasile, Canada, USA) e poco più di 6 milioni restano in Europa (Belgio, Francia, Germania, Spagna). Tutte queste persone e i loro discendenti hanno da sempre il sogno di tornare in Italia, sviluppando una pratica turistica, denominata appunto turismo delle radici, dove l’interesse principale è quello di riscoprire i luoghi dove hanno vissuto i propri antenati.
Questa forma di turismo si basa su 4 motori emotivi che spingono al viaggio: la nostalgia di casa, una consuetudine nel parlare italiano (o addirittura i vari dialetti/lingue regionali), la ricerca e ricostruzione del proprio albero genealogico ed una curiosità profonda nella ricerca di parenti e di luoghi in cui si “respira aria di casa”.
Pensate che gli italo-discendenti si attestano tra i 60 e gli 80 milioni e l’indotto economico stimato è di stimato tra i 6 e gli 8 miliardi di euro!
Questa forma di turismo è una occasione unica per il nostro Paese, purtroppo, però, ci sono diversi ostacoli che vanno affrontati come ad esempio:
– Spesso nei piccoli comuni dei piccoli paesi non abbiamo personale formato e quindi le richieste che arrivano all’ufficio anagrafe, chiedendo copia di documenti per eventuali alberi genealogici, rischiano spesso di rimanere ferme per giorni a causa della barriera linguistica
– La ricerca della casa degli avi può risultare vana perché lo stabile può essere stato abbattuto, ristrutturato o semplicemente venduto
– I residenti potrebbero avere atteggiamenti “freddi” o addirittura atteggiamenti oppositivi nei confronti di questi turisti molto interessati ad entrare in contatto e a sentirsi parte della comunità che stanno visitando… Perché, in fondo, i loro avi erano parte di quella comunità
La maggior parte dei punti critici descritti sono risolvibili solo con adeguate azioni di marketing territoriale e di gestione delle comunità, ma, in alcuni casi, la tecnologia può diventare non solo un alleato importante ma addirittura una occasione di business
Ad esempio, ci sono diversi geometri ed architetti che, grazie ad alcune tecnologie 3D e a foto storiche, ricostruiscono alcuni quartieri o zone permettendo a questi turisti di rivedere la casa dei nonni o ciò che ne rimaneva.
Un trend interessante, registrato in questi ultimi mesi, è l’uso di Google Street View. Attraverso le immagini di Street View, realizzate con fotocamere a 360°, è possibile “passeggiare” virtualmente per i borghi e le città italiane, riconoscere le case, le piazze, le chiese e i paesaggi che hanno fatto da sfondo alla vita dei propri avi. Un’esperienza emozionante che permette di riconnettersi con le proprie radici e di ricostruire la propria storia familiare.
Grazie a questo servizio, molte persone hanno potuto vedere rivedere alcune case come erano in origine e la loro trasformazione, scene di vita quotidiana con i nonni che accompagnano i nipoti a scuola e quant’altro.
Se è vero che Google Street View è un servizio molto recente, rispetto al periodo raccontato, dall’altro non dimentichiamo che tutti i cosiddetti “cervelli in fuga” oggi, ovvero i giovani che escono dall’Italia per cercare lavoro, domani saranno “turisti delle radici”… E Google potrebbe diventare un ottimo strumento, a patto che archivi in modo permanente le foto scattate rendendole disponibili gratuitamente al pubblico, diventando o un libro di ricordi o un ottimo strumento di ricerca creando ancora una volta nuove forme di business.
Intanto, sul famoso social Tik Tok continua a crescere un trend molto particolare: screenshot presi proprio da Google Street View dove si vedono le scene appena descritte accompagnate da musiche folk o di grandi artisti che raccontano proprio uno spaccato di vita quotidiana!
E voi, avete mai utilizzato Google Street View in questo modo? Fatecelo sapere nei commenti!




















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