Una donna pioniere della tecnologia

Una donna pioniere della tecnologia

Oggi voglio parlarvi di un personaggio incredibile e quasi sconosciuto. Si tratta di una donna, la mitica Grace Murray Hopper 

Fu oltre che Matematica, e programmatrice, un ammiraglio della Marina degli Stati Uniti. Oggi è considerata una delle figure più importanti nella storia dell’informatica.

“Uomo dell’anno”

Nel 1969 l’Associazione americana dei professionisti dell’informatica le conferì il riconoscimento come “uomo dell’anno”. (La figura della donna non era nemmeno prevista).

Una donna pioniere della tecnologia

Con le sue idee ed il suo lavoro, questa donna minuta, fu in grado di dare una grossa spinta al panorama scientifico e tecnologico che ha caratterizzato la nostra società a partire dal secondo dopoguerra.

Predisposizione alla matematica

Sin da bambina Grace mostrò una naturale propensione per la matematica e una spiccata curiosità scientifica. A quei tempi lo studio della matematica era considerato poco adatto ad una donna, ma il padre decise di darle le stesse opportunità che avrebbe dato a un figlio maschio.

A 17 anni, la giovane Grace venne iscritta al Vassar College, un prestigioso istituto femminile, dove nel 1928 si laureò in matematica e fisica. Due anni dopo si specializzò in matematica alla Yale University e nel 1934, sempre a Yale, ottiene il Ph.D. nella stessa materia. Trascorrse il decennio insegnando matematica a Vassar (una delle pochissime donne insegnanti) e nel 1941 divenne professore associato.

Il punto di svolta

La seconda guerra mondiale rappresentò il vero punto di svolta nella vita e nella carriera di Grace.

Nel 1943 lasciò infatti il College per entrare come volontaria nel corpo delle WAVES (acronimo di Women Accepted for Volunteer Emergency Service) una divisione della marina militare degli Stati Uniti aperta alle sole donne.

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Grace Hopper a quel tempo aveva 37 anni e pesava solo 47 chili, era troppo vecchia e troppo minuta per servire nelle WAVES, ma riuscì a ottenere una deroga.

Si classificò prima al corso di addestramento e nel 1944 viene assegnata, col grado di tenente, al Bureau of Ships Computation Project della Harvard University, dove lavorò come programmatrice allo sviluppo dell’Harvard Mark I, il primo calcolatore digitale automatico della storia.

Harvard Mark I

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Un calcolatore enorme, composto da oltre 750.000 parti meccaniche e centinaia di chilometri di cavi, alto due metri e mezzo e lungo sedici metri, l’Harvard Mark I rappresentò, in un certo senso, la realizzazione della “macchina analitica” immaginata da Charles Babbage un secolo prima.

Il calcolatore funzionava tramite l’inserimento di schede perforate contenenti istruzioni scritte in linguaggio macchina ed elaborate in sequenza, scheda dopo scheda.

Era in grado di eseguire le operazioni matematiche più semplici in pochi secondi, mentre per le funzioni più complesse erano necessari alcuni minuti. 

Finita la guerra, Grace Hopper rifiutò la cattedra da professore ordinario che gli viene offerta dal Vassar College, preferì continuare a lavorare come ricercatrice per la Marina.

Il primo Bug

Nel 1947, mentre venivano eseguiti dei test su un nuovo calcolatore, il Mark II, una falena restò intrappolata in un relè, impedendone il funzionamento.

Il primo bug informatico della storia fu quindi un vero insetto e l’operazione di “debugging” consistette nella sua rimozione fisica dal computer.

La falena venne poi inserita, a imperitura memoria, nel quaderno di lavoro del team di Grace Hopper, attualmente conservato presso il National Museum of American History, a Washington.

Il primo compilatore della storia

Un altro grande passo in avanti arrivò nel 1952, quando Grace Hopper realizzò il sistema A-0, il primo compilatore della storia, un programma in grado di tradurre le istruzioni scritte nel linguaggio di programmazione “il codice sorgente” in un altro linguaggio, chiamato codice macchina.

In principio il codice sorgente è composto dai soli simboli matematici, ma di lì a poco Grace Hopper dimostrò che era possibile far riconoscere al computer istruzioni immesse in un linguaggio simile a quello naturale.

Nacque così il FLOW-MATIC, un compilatore contenente parole chiave in lingua inglese, molto più semplice da usare, sviluppato per l’UNIVAC I, il primo computer commerciale venduto negli Stati Uniti.

L’origine del COBOL

Il FLOW-MATIC fu il linguaggio alla base del COBOL, Altra creatura di Grace Hopper, un linguaggio di programmazione sviluppato nel 1959 e pensato per l’elaborazione di dati di natura commerciale, tuttora utilizzato a quasi sessant’anni dalla sua invenzione.

Questa donna, si guadagnò “sul campo” i suoi meriti, e fu definita “regina dell’informatica” e “grande signora del software”, negli Stati Uniti Grace Murray Hopper è stata molto conosciuta e amata anche in vita. Era famosa per l’irriverenza e la capacità di ragionare fuori dagli schemi.

Eccellente divulgatrice

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Era anche una straordinaria divulgatrice. Durante le conferenze e gli incontri pubblici a cui partecipava, era solita portare con sé dei cavi lunghi circa 30 centimetri, che utilizzava per dimostrare visivamente cos’è un nanosecondo: la distanza percorsa dalla luce nel vuoto in un nanosecondo è infatti di 29,9 centimetri.

In questo modo era chiaro a tutti per quale motivo le comunicazioni satellitari fossero così lente e perché i computer dovessero essere piccoli per essere veloci.

Nel 2015 è uscito The Queen of Code, un documentario che racconta la storia di questa donna straordinaria.

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Digitalizzatore "Socio-simpatico" e consulente informatico. Da qualche anno ho iniziato ad occuparmi di Marketing Digitale (leadweb.it). Uno dei miei interessi è la Storia della Tecnologia, ed in particolare dell'informatica, argomento sul quale ho scritto 2 libri. Sono convinto che conoscere le incredibili storie che stanno alla base dell'avvento dei computer e le vicende dei loro creatori possano essere di aiuto alla crescita della consapevolezza nell'utilizzo di tutti gli strumenti.
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