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Videogames & VIP: la strategia di marketing vincente

Videogames & VIP: la strategia di marketing vincente 1

È già da parecchio tempo che le celebrities di Hollywood hanno puntato gli occhi sul grande affare dei videogiochi. Band musicali, personaggi televisivi e protagonisti delle passerelle di mezzo mondo hanno trovato nei videogames una grande occasione per far accrescere il proprio prestigio – ma anche il proprio cachet – all’interno dell’industria cinematografica.

L’ultimo in ordine di tempo a prestare il proprio volto – in cambio di un cospicuo assegno, ça va sans dire – è stato Liam Neeson. L’attore irlandese, in uno spot lanciato durante il Super Bowl (uno spazio pubblicitario di 30 secondi durante l’evento sportivo dell’anno degli Stati Uniti può costare fino a 4,5 milioni di dollari), affermava, con gli occhi iniettati di rabbia: “Ti pentirai del giorno in cui hai osato sfidare AngryNeeson52”, mentre giocava sul suo smartphone a Clash of Clans.

D’altra parte, il mercato dei videogames, insieme a quello delle scommesse online, è uno dei settori con i margini di crescita maggiore a livello economico. Secondo i dati della società d’analisi Gartner, il mondo dei videogame ha totalizzato 93 miliardi di dollari di fatturato nel 2013 e per quest’anno si prevede un incremento esponenziale, fino ai 111 miliardi. Ed è anche per questo motivo che le case produttricicercano di accaparrarsi i testimonial migliori.

Ecco perché icone degli anni ’80 come Mr. T o Chuck Norris promozionavano già qualche tempo fa World of Wacraft. E perfino un genio come Robin Williams si è dedicato a sponsorizzare videogames: l’attore era un fan assoluto di The Legend of Zelda, tanto che chiamò sua figlia proprio così e, anni dopo, fu contrattato per lanciare The Legend of Zelda: Skyward Sword. Anche Nicole Kidman ha un “passato” in questo ambito: l’attrice australiana è stata per molto tempo la promoter di Nintendo: Brain Training.

Ben oltre si è spinta Sigourney Weaver: l’attrice ha dato volto, voce e movimenti al progetto del videogioco Alien Isolation, chiaramente ispirato alla saga di fantascienza di cui è stata protagonista per ben 4 film. Un altro grande attore che si è recentemente prestato al mondo dei videogames è stato Willem Dafoe, che in “Beyond: Two Souls” interpreta l’investigatore Nathan Dawkins. Non è la prima volta che Defoe si cala nei panni virtuali dei videogiochi. Infatti, già nel 2002 diede la propria voce per l’adattamento per consolle del film Spiderman, e nel 2003 interpretò Nikolai Diavolo, il nemico di James Bond, nel videogame “James Bond 007: Everything or Nothing”.

Anche il mundo della musica non è rimasto estraneo al canto di sirena dei videogames. Basti pensare all’apparizione di Justin Bieber nel gioco di basket NBA 2K13. Il cantante canadese è un noto appassionato di pallacanestro e l’azienda che produce il videogame gli propose di prestare il suo volto per la modalità All-Star. Ovviamente Bieber ne accettò immediatamente la proposta e l’impresa registrò un canestro memorabile in termini di marketing.

“Grand Theft Auto: Vice City Stories” è andato oltre, come sempre. Nel gioco della Rockstar Games è possibile addirittura godersi un concerto di Phil Collins, per la modica cifra di 6 mila dollari. Inoltre, l’ex batterista dei Genesis è uno dei protagonisti della storia principale. Senza contare che l’agente di San Andreas, Frank Tenpenny, ha la voce calda e profonda dell’attore Samuel L. Jackson nonchè alcune delle sue caratteristiche somatiche.

Last but not least, Katy Perry. La cantante americana, che ha riscosso un enorme successo nello show dell’ultimo Super Bowl, ha appena ricevuto una proposta dalla Glu Mobile per poter realizzare un videogames a lei inspirato. La compagnia è la stessa che l’anno scorso ha lanciato il videogioco di Kim Kardashian, che ha fatto registrare incassi da record. Dimenticatevi insomma di Pong, il futuro dei videogiochi è appena arrivato.

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Massimo Uccelli
Fondatore e admin. Appassionato di comunicazione e brand reputation. Con Consulenze Leali mi occupo dei piccoli e grandi problemi quotidiani delle PMI.
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