WhatsApp sta aggiornando i suoi termini di servizio e la privacy policy.
Gli utenti dovranno accettare le nuove politiche entro e non oltre l’8 febbraio 2021 o non potranno più usufruire di questi servizi.
Il dubbio principale si concentra intorno alla non granularità dell’accettazione delle policy di tutti i servizi del colosso di Facebook. Infatti nella versione USA, se l’utente accetta le politiche sul solo WhatsApp, il colosso americano potrà dare accesso ai dati dell’utente anche ai suoi ulteriori servizi (es. Facebook, Instagram ecc… ecc…) e alle aziende terze con cui ha collaborazioni. Non si ferma però qui…
Tutto questo ad oggi non avverrà per i cittadini residenti in Unione Europea e nel Regno Unito, come dichiarato da Facebook e anche grazie alla protezione fornita dal Regolamento UE 2016/679 in materia di dati personali, più conosciuto come GDPR.
Ne siamo sicuri? Proviamo ad analizzare meglio la situazione.
Potete trovare le nuove policy di utilizzo WhatsApp accedendo al loro sito o direttamente a questo link alla pagina delle condizioni d’uso.
La sentenza della Corte di Giustizia Europea
Ci sono dei precedenti, la Corte di Giustizia Europea ha infatti invalidato il Privacy Shield e ha quindi bloccato il trasferimento dei dati da server UE a server USA. L’Irlanda, attraverso la sua commissione per la protezione dei dati, ha vietato il trasferimento degli stessi verso gli Stati Uniti.
Facebook, quindi anche tutti i suoi servizi associati (n.b. WhatsApp), non sembrerebbe ancora aver provveduto a rivedere la sua struttura per mantenere i dati dei cittadini UE su data center europei.
I dati raccolti
Secondo l’informativa USA i dati raccolti sono numerosi, nome, immagine di profilo, descrizione dei gruppi, modalità di pagamento verso account business, posizione, modalità di utilizzo dei servizi, impostazioni dell’applicazione, modalità di interazione con altri utenti, interazioni con attività commerciali, orari/frequenza e modalità di utilizzo dell’applicazione (anche l’ultima interazione).
Tutti questi dati saranno quindi condivisi, senza una precisata politica che ne definisca le modalità e i motivi, all’interno delle aziende del gruppo Facebook ma anche verso terzi collaboratori.
Siamo proprio al sicuro in UE?
La prima considerazione è che non è ancora chiaro cosa accadrebbe se un utente europeo contatta un utente USA, quindi se i dati dall’utente residente in UE saranno tutelati con le policy “GDPR compliant” o USA.
Prendiamo però anche in considerazione questo passaggio direttamente dai Termini di servizio di WhatsApp 2021.
Abilitazione dell’accesso ai nostri Servizi. Per gestire i nostri Servizi globali, dobbiamo memorizzare e distribuire contenuti e informazioni nei nostri data center e sistemi di tutto il mondo, anche al di fuori dei Paesi di residenza dell’utente. L’uso di questa infrastruttura globale è necessario ed essenziale per offrire i nostri Servizi. Questa infrastruttura può essere di proprietà dei nostri fornitori di servizi, comprese le società affiliate, o gestita da essi.
WhatsApp LLC
Questo potrebbe significare tutto o nulla, “non è quindi chiaro” se i dati dei cittadini europei transiteranno, contro la sentenza della Corte di Giustizia Europea, anche in server USA (solo?).
Gli utenti UE e le aziende
Se per gli utenti sta iniziando già una corsa all’utilizzo di applicazioni terze, come Telegram o Signal, bisogna aprire una parentesi importante per le aziende europee che si avvalgono di WhatsApp (Business).
Per le aziende italiane ma di tutto il territorio europeo, che devono quindi sottostare ai regolamenti nazionali sulla privacy ma soprattutto al GDPR, questa posizione del colosso americano merita un’analisi più attenta, in quanto esse stesse sono responsabili dei servizi scelti e della loro compliance alla disciplina in materia di sicurezza sui dati personali.












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