Continua la nostra rubrica mensile in collaborazione con Uniontel Srl di Parma. Oggi chiudiamo il discorso con la seconda parte dell’argomento gruppo di continuità. Se vi foste persi la prima parte, la potete trovare qui.
Eccoci al nodo cruciale della scelta dell’UPS: una volta scelto il modello in base alle esigenze degli apparati da collegare, occorre infatti dimensionarlo. Anche in questo caso, nessuna paura! Se non sapete come fare potete sempre affidarvi al vostro manutentore, ma se invece volete armarvi di carta e penna e capirne di più, ecco alcune dritte.
Il tempo di copertura degli apparecchi dipende dalla potenza dell’UPS, espressa in Volt Ampere (VA). Più potenza ha l’UPS, più tempo avremo a disposizione per cercare il guasto o effettuare uno spegnimento corretto degli apparati. Il dimensionamento è dato dalla somma della potenza in Watt (W) di tutti gli apparecchi connessi, moltiplicata per 1.6: così otterremo la potenza minima in VA (Volt Ampere). Pertanto la prima cosa è effettuare un censimento di tutti gli apparati che dovranno essere protetti dal gruppo di continuità e osservate le schede tecniche (reperibili anche online) per fare la somma della potenza che assorbono.
Un UPS a pieno carico (quindi con apparecchi collegati al massimo dell’assorbimento possibile) deve durare almeno 10 minuti. Se non è così, è necessario effettuare la manutenzione delle batterie, che comunque è consigliabile ogni 2/3 anni. Questo è un procedimento abbastanza semplice, pianificabile e sicuramente meno costoso di una riparazione elettronica dovuta a scarsa manutenzione (sia del gruppo di continuità che degli apparati collegati). Se non sai quando è stata fatta l’ultima manutenzione, chiedilo al tuo informatico. Fa parte della manutenzione programmata che è fondamentale in ogni azienda, come il controllo della caldaia e degli estintori o la revisione dell’autocarro.
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