Giornata Mondiale delle PMI, 5 motivi per cui anche queste realtà contribuiscono all’Agenda 2030 secondo Coverflex 1

Giornata Mondiale delle PMI, 5 motivi per cui anche queste realtà contribuiscono all’Agenda 2030 secondo Coverflex

Il 27 giugno era la Giornata Mondiale delle Micro, Piccole e Medie Imprese, istituita nel 2017 dall’ONU per riconoscere e celebrare il contributo di queste realtà nel raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile.

La startup di welfare Coverflex ha evidenziato 5 motivi per cui ogni impresa dovrebbe investire in benefit aziendali, anche alla luce dei progetti del PNRR in questa direzione.

Si è celebrato il 27 giugno 2023 la Giornata Mondiale delle Micro, Piccole e Medie Imprese, un momento di sensibilizzazione e celebrazione del contributo che queste realtà svolgono per la società e in ottica degli obiettivi previsti dall’Agenda 2030 dell’ONU, non ultimi la lotta a disparità salariale e discriminazioni di genere, il rilancio del Meridione, la tutela del benessere mentale, il contrasto alla povertà e l’inclusività. È stata proprio l’organizzazione intergovernativa a indire questo giorno, in ragione del ruolo che micro e PMI ricoprono nel tessuto economico italiano e della loro rilevanza per lavoratori e famiglie. Le PMI, infatti, occupano oltre l’80% dei lavoratori italiani e rappresentano il 92% delle imprese attive, con i settori Servizi, Costruzioni e Agricoltura in testa al ranking1.

Coverflex, startup di welfare aziendale, ha evidenziato 5 aspetti chiave per i quali ritiene cruciale investire in beni e servizi per i dipendenti, sottolineando come l’impegno in politiche di benessere, assistenza e inclusione possano trasformarsi in un vantaggio competitivo per tante aziende di ridotte dimensioni che, oggi più che mai, necessitano di fidelizzare i talenti e attrarne sempre di nuovi.

A tal proposito, buone notizie giungono dal Welfare Index PMI del 20222, secondo cui il livello di welfare italiano “ha raggiunto un alto livello di maturità”, sia per le importanti risorse stanziate dal Governo, sia per la consapevolezza diffusasi tra i responsabili delle imprese: oltre il 68% di esse, infatti, ha raggiunto un livello almeno medio di welfare aziendale e quelle di livello alto o molto alto (avanzato) sono raddoppiate, passando dal 10,3% del 2016 al 24,7% nel 2022. In merito ai settori, le più virtuose appartengono al Terzo Settore (41,8%), seguite da Studi e Servizi professionali (36,8%) e Industria (25,3%). Il livello, infine, resta correlato alle dimensioni della compagnia e non incontra una particolare discrepanza tra Nord e Sud.

Ecco 5 motivi per cui micro e PMI dovrebbero investire in welfare aziendale

  • Retention dei talenti: in un periodo in cui il fenomeno delle grandi dimissioni ha messo a dura prova le imprese, trattenere i talenti già inseriti in azienda è indubbiamente una sfida per le aziende di ogni dimensione. Il 55% degli HR ha infatti notato un incremento nel numero di dimissioni rispetto al passato3: implementare un piano di welfare può rivelarsi uno strumento efficace per dimostrare ai dipendenti il proprio impegno verso il loro benessere e la loro crescita personale e professionale. Collaboratori più soddisfatti, infatti, avranno senza alcun dubbio un impatto positivo sulla cultura aziendale e sui risultati che il team può raggiungere;
  • Aumento della produttività: investire nel benessere dei dipendenti può influire positivamente anche sulla loro produttività. Un piano di welfare che includa iniziative rivolte alla tutela della salute e del benessere, alla flessibilità lavorativa, alla formazione e allo sviluppo professionale può migliorare la motivazione e le competenze dei dipendenti, portando a una maggiore produttività complessiva e addirittura a maggiori utili. Secondo il sopracitato Welfare Index PMI, infatti, le imprese con un welfare più evoluto ottengono performance di produttività superiori alla media e crescono più velocemente. Nel 2021, l’utile sul fatturato delle aziende con livello di welfare molto alto è stato il doppio di quello delle aziende a livello iniziale: 6,7% contro 3,7%;
  • Salute e benessere dei dipendenti: un piano di welfare può inoltre promuovere la salute e il benessere delle risorse, creando un ambiente di lavoro più sano, inclusivo e positivo. Questo può ridurre lo stress, migliorare la soddisfazione lavorativa e contribuire alla prevenzione delle malattie e degli infortuni, il che a sua volta ha come conseguenza una riduzione dei costi sanitari e un aumento della qualità della vita per tutti;
  • Vantaggio competitivo: l’87% delle risorse umane ha dichiarato l’intenzione da parte della propria azienda di assumere nuovi collaboratori nel 20234. Un interessante pacchetto di benefit può indubbiamente permettere anche alle piccole realtà di competere sul mercato nazionale dei talenti: se è assodato che le imprese più strutturate hanno spesso la possibilità di offrire una retribuzione più alta, i lavoratori di oggi non valutano più solo il compenso quando si tratta di scegliere o addirittura di cambiare il proprio lavoro. Per questo, una politica di welfare flessibile e innovativa può permettere alle PMI di attrarre nuovi candidati e futuri collaboratori;
  • Miglioramento dell’immagine aziendale: un’azienda che dimostra di essere attenta al benessere e alle reali necessità dei propri dipendenti può migliorare la propria strategia di employer branding, non solo a livello locale, ma anche nazionale. Questo può portare a un aumento della fiducia da parte di clienti, fornitori e investitori, nonché a una reputazione positiva nell’ambito della responsabilità sociale d’impresa, aspetto che è ormai di fondamentale importanza in qualsiasi business.

Non c’è dubbio che il welfare aziendale sia un tema centrale sul tavolo di micro, medie, piccole e grandi imprese e questo non può che considerarsi un traguardo per l’intera società. I dati ci confermano che la direzione intrapresa è quella di una sempre maggiore attenzione alle persone, prima che ai dipendenti, e ad aspetti come l’uguaglianza, l’inclusione e la sicurezza, che dovrebbero essere garantiti a tutti e in ogni circostanza – commenta Chiara Bassi, Country Manager per l’Italia di CoverflexCome Coverflex abbiamo la possibilità di godere di un osservatorio unico sulla situazione del welfare aziendale in Italia e di provare ogni giorno a fare del nostro meglio perché sempre più imprese abbiano le risorse e siano nelle condizioni di garantire ai propri dipendenti un ambiente sano e capace di rispondere alle loro esigenze, allineato con le necessità della società di oggi e in grado, se serve, di superare alcuni preconcetti obsoleti e abbracciare nuove modalità e idee”.

A proposito di Coverflex

Coverflex è la soluzione all-in-one per la retribuzione flessibile, che consente alle aziende di ridurre i costi e aumentare il potenziale di guadagno dei propri dipendenti. Le imprese possono finalmente gestire welfare, buoni pasto e sconti esclusivi in un’unica piattaforma digitale. I dipendenti hanno invece la possibilità di massimizzare il loro guadagno, scegliendo come spendere i benefit in modo flessibile ed in base alle proprie preferenze, utilizzando la Coverflex Card e l’app. Coverflex è stata lanciata nel 2021 da Luís Rocha (CMO, ex-TUI Musement), Miguel Santo Amaro (CEO, ex-Uniplaces), Nuno Pinto (CBO, ex-Kide), Rui Carvalho (COO, ex-Unbabel) e Tiago Fernandes (CTO, ex-Bitmaker). Coverflex è registrata in Italia con il nome di EVINRUDE DUE SRL, con sede legale in Viale Giosuè Carducci 8, 20123 Milano, Italia, partita IVA IT09721750967.

1 Fonte: https://www.infodata.ilsole24ore.com/2019/07/10/40229/

2 Fonte: https://www.welfareindexpmi.it/wp-content/uploads/2022/12/Rapporto-WIPMI-_2022.pdf

3 Fonte: https://business.infojobs.it/hr-trend-2023-obiettivo-primario-trattenere-i-talenti.html

4 Fonte: https://business.infojobs.it/hr-trend-2023-obiettivo-primario-trattenere-i-talenti.html

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