La Nasa aiuta gli astronomi dilettanti a riattivare un suo satellite di 30 anni fa

Dopo un incredibilmente lungo viaggio durato tanti anni, una sonda potrebbe presto tornare sul nostro pianeta.A causa del budget limitato, la Nasa non riuscì a trovare le risorse per continuare il progetto che venne abbandonato.Qualche giorno fa un gruppo di scienziati  si è fatto avanti per recuperare il progetto e la Nasa ha ufficialmente approvato l’idea. ma di cosa si tratta?

L’International Cometary Explorer (ICE) è una sonda spaziale chiamata originariamente International Sun/Earth Explorer 3 (ISEE-3). Venne lanciata il 12 agosto 1978 e come le precedenti ISEE-1 e ISEE-2 era progettata per studiare le interazioni del campo magnetico terrestre con il vento solare.

Conosciuto come ISEE-3 reboot ,è stato firmato un contratto tra le due parti, dando il via libera al tentativo di riportare in vita una missione iniziata durante l’amministrazione Carter.La sonda lanciata nel 1978, ottiene molti successi, fino a quando nel 1997 viene spenta. Nel mese di marzo, alcuni astronomi radioamatori sono stati in grado di rintracciare il veicolo spaziale e determinare la sua traiettoria , alimentando le speranze che la missione potrebbe essere riattivata.

Nasa

 

Con i probemi economici che da tempo sta attraversando l’ente spaziale americano, si è deciso di effettuare una operazione di crowdfunding,  recuperando più di 125.000 dollari.Con questo denaro il team ha iniziato a studiarne il vecchio progetto, basandosi su informazioni provenienti da ingegneri che hanno lavorato al progetto nel 1980. Peccato che il metodo per poter comunicare con la sonda ( e anche l’hardware che ne faceva parte) non esistano più, per cui si è deciso di costruire emulatori software che siano in grado di ricreare versioni software virtuali. Una volta fatto questo, il progetto utilizzerà il radiotelescopio di Arecibo  per inviare nuove istruzioni all’ ISEE-3. Anche se ora hanno la benedizione ufficiale della Nasa, il Reboot del progetto ISEE-3 deve essere fatto molto velocemente. L’biettivo è quello di stabilizzare la sonda in un punto gravitazionalmente stabile tra la Terra e il sole conosciuto come L1. Perché ciò accada, la sonda dovrà accendere i suoi motori da metà giugno, il che significa che l’hardware di comunicazione virtuale deve essere pronto entro quella data.Se il tentativo avrà successo, ad ISEE-3 verrà data una nuova traiettoria, portandola nel mese di agosto vicina alla luna, prima di raggiungere L1. Lì, si potrebbe continuare a monitorare il vento solare e lo studio della meteorologia spaziale, anche se gli obiettivi esatti di questa nuova missione devono ancora essere decisi. Se la squadra non riuscirà a raggiungere il veicolo in questo periodo, dovrà aspettare altri 30/40 anni per avere un’altra opportunità .

(fonte)

Massimo Uccelli
Fondatore e admin. Appassionato di comunicazione e brand reputation. Con Consulenze Leali mi occupo dei piccoli e grandi problemi quotidiani delle PMI.
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