Recensione Urbanista Phoenix: gli auricolari che si ricaricano con il sole 1

Recensione Urbanista Phoenix: gli auricolari che si ricaricano con il sole

In un mondo in cui siamo abituati a non avere più il fastidio dei cavi quando pensiamo a delle cuffie, sempre di più nel mercato troviamo auricolari wireless con varie caratteristiche; ma quella che sorprende di più è senza dubbio l’azienda svedese Urbanista che dopo le Los Angels, cuffie overhear, che si ricaricano con la luce del sole oggi propone questa caratteristica, unica al mondo, anche sui nuovissimi auricolari Phoenix.

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Sicuramente ad Urbanista piace stupire però bisogna capire se il gioco vale la candela, ci sarà riuscita ? Scopriamolo in questa recensione.

Negli anni la ricarica solare venne fuori in merito a prodotti ben più grandi che semplici cuffie, mi ricordo ad esempio gli zaini con un pannello attaccato dietro con il quale poter ricarica una batteria collegata oppure direttamente da attaccare al dispositivo che necessitava di energia.

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In questo caso Urbanista non ha portato qualcosa di nuovo in merito alla ricarica solare ma sicuramente l’ha fatto nel mondo audio con le sue cuffie ed auricolari in possesso di ricarica solare.

Precisiamo fin da subito i pannelli solari per auricolari Urbanista Phoenix caricano solo gli auricolari.

Urbanista Phoenix rappresentano un paio di auricolari True Wireless in possesso di ANC (cancellazione attiva del rumore ibrida), supporto al Bluetooth Multipoint 5.2 per collegarli a due dispositivi, controlli touch, la rilevazione in ear e la certificazione IPX4.

La confezione ben curata ed ordinata, proprio in stile Urbanista, ha al suo interno:

Cavo di ricarica USB di tipo C

Documentazione

Punte in silicone (piccole, medie e grandi)

Cinturino

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La prima cosa che si fa notare sarà la grande custodia di questi auricolari, la più grande presente sul mercato degli auricolari, ma tutto questo è motivato dal fatto che sul case è presente un pannello solare Powerfoyle che è la caratteristica unica di queste nuove Phoenix, lo stesso materiale delle sorelle maggiori Los Angels.

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Nonostante la forma non contenuta, come se avessimo un portafoglio tra le mani, in realtà il peso è contento grazie al fatto che non abbiamo altro che un pannello annesso e non abbiamo altra tecnologia al suo interno. Nella parte inferiore del case troviamo il foro di ricarica di Tipo-C che da una ricerca più veloce rispetto a quella solare.

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A livello di batteria possiamo dire che abbiamo prestazioni da veri campioni, circa otto ore di autonomia per i soli auricolari con una riserva di batteria di 34 ore grazie al case. 

Per quanto concerne la ricarica solare invece varia a seconda dell’intensità della luce ovviamente. Exeger brevetta il sistema Powerfoyle che funziona ovunque il prodotto venga posizionato, i vari scenari includono i diversi tipi di ambiente: soleggiato (= 70000 lux) 45 minuti tempo di riproduzione; nuvoloso (= 30000 lux) 20 minuti di tempo di riproduzione; vicino alla finestra (= 15000 lux) 10 minuti di tempo di riproduzione; luce artificiale (= 1000 lux) 1 minuto di tempo di riproduzione. Ricarica da 0 a 100 a 50000 lux: 43 ore. Cosi è come funziona la ricarica solare di Phoenix. Purtroppo la ricarica solare non risulta veloce.

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A livello di design il case ha una forma che va parte più stretta alla base per poi diventare più grande nella parte alta dove l’apertura e chiusura, molto facile da poter mettere in tasca. Gli auricolari invece hanno un design molto comune, in ear, con una presa saldo dentro l’orecchio ma lasciano una leggera apertura uditiva per cui non risultano totalmente occlusive del condotto.

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A livello di cancellazione attiva del rumore ibrida (ANC) tiene a bada i rumori esterni in maniera più che soddisfacente, mentre i microfoni hanno il compito di ridurre il rumore bianco e controllano il rumore durante le telefonate o la dettatura. Anche in questo caso come per la maggior parte degli auricolari ANC è presente una modalità trasparenza che lascia entrare i suoni del mondo esterno cosi da avere più coscienza di ciò che abbiamo intorno. Per impostazione predefinita per abilitare tale modalità dovremo tenere il dito sopra l’auricolare destro.

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L’Urbanista Phoenix sfoggia driver audio dinamici da 10 mm che offrono un suono davvero non male. Non siamo ai livelli di altri grandi marchi ma per alcuni tratti direi che non demeritano nemmeno i grandi palcoscenici. Purtroppo però non c’è alcun supporto aptX.

Troviamo anche una comoda app Urbanista Audio che da modo di avere una panoramica dei livelli di carica, controllo ANC, stato della custodia di ricarica, aggiornamenti del firmware, cronologia della ricarica della luce, preimpostazioni EQ e personalizzazioni minori per i controlli touch. 

Conclusione

Urbanista Phoenix è sicuramente un prodotto unico nel suo genere ma allo stesso tempo non porta con se qualcosa, a mio giudizio, di spettacolare.

Mi spiego meglio, la grande caratteristica della ricarica solare trova un pò di difficoltà nella realtà; data da una parte dalla già grande autonomia dei relativi auricolari che già si attesta a 7-8 ore più la riserva data dal case, e dall’altra quello del case che oltre ad essere non compatto non carica la batteria del case stesso in maniera efficiente. É vero che ad ogni ora avrete un’ora di autonomia in più del case, stando alla stima di ricarica solare, ma è pur vero che è una caratteristica più rivolta a quelle persone che si dimenticano di ricarica il case ogni tanto; ma ricordandosi di porla alla luce e non certo di tenerla in tasca.

Il suono è sicuramente buono e pure con l’ANC Urbanista ha fatto un lavoro non male, anche se nella media.

Urbanista Phoenix è disponibile sul sito del produttore al costo di € 149, in colorazione nera oppure beige (Desert rose), oppure su Amazon al costo scontato di € 99.

Federico Grigolini
Giurista di professione ed amante Apple per passione. La tecnologia mi affascina ed anche nel mio lavoro non posso farne a meno, provare e recensire i prodotti è il mio toccasana.
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