
La montagna contemporanea sta vivendo una metamorfosi profonda, accelerata dalle sfide della crisi climatica e dalla necessità di ripensare i propri modelli di sviluppo. Ma come si racconta e, soprattutto, come si progetta il futuro delle aree interne nell’era digitale? Per superare i vecchi stereotipi della montagna da cartolina e tracciare nuove rotte di residenzialità, sabato 6 giugno 2026 (dalle ore 9:00 alle 13:00) la Sala Soci Ipercoop di Gravellona Toce (VB) ospiterà il convegno: “Interpretare le Terre Alte: Mediazione culturale tra crisi climatica e innovazione sociale”.
L’evento, che offre anche 4 crediti formativi per i giornalisti iscritti all’Ordine dei giornalisti e per partecipare si devono iscrivere sulla piattaforma formazionegiornalisti.it ma è aperto a tutti e ci si può iscrivere come uditori sulla piattaforma eventbrite.
La tecnologia come abilitatore: oltre l’isolamento geografico
Per una community come quella di Social and Tech, il binomio tra innovazione e territorio rappresenta da sempre un fulcro d’interesse. Spesso guardiamo alla tecnologia come alla chiave di volta per combattere lo spopolamento dei borghi montani. Ed è innegabile: l’arrivo della banda ultra-larga, la digitalizzazione dei servizi al cittadino, lo smart working e la nascita di spazi di co-working ad alta quota offrono oggi a migliaia di “neo-abitanti” la possibilità reale di trasferire la propria vita e la propria professione lontano dai grandi centri urbani.
La tecnologia agisce qui come un potente democratizzatore geopolitico, abbattendo le barriere geografiche e trasformando le Terre Alte da luoghi dell’isolamento a nodi di una rete globale e flessibile.
l grande equivoco: perché lo sviluppo economico da solo NON funziona
Tuttavia, cadere nel determinismo tecnologico sarebbe un errore fatale per il futuro delle nostre valli. Concentrarsi esclusivamente sulla connettività, sull’attrattività turistica o sugli incentivi economici alle imprese non basta a garantire la sostenibilità a lungo termine delle comunità montane. Lo sviluppo economico, da solo, non funziona. Un territorio può essere perfettamente cablato e offrire eccellenti opportunità di business, ma se mancano le infrastrutture sociali fondamentali, le persone non resteranno. La vera ritenzione della popolazione nelle aree interne si gioca sul terreno del welfare. I neo-abitanti (così come i residenti storici) scelgono la montagna se sanno di poter contare su scuole di qualità per i propri figli, su trasporti pubblici efficienti, su spazi di aggregazione culturale e su una sanità accessibile. In questo senso, la tecnologia deve supportare il welfare (si pensi alla telemedicina o alla didattica integrata), ma non può sostituirsi alla presenza fisica dei servizi e alla cura della persona. Senza una visione integrata, i borghi rischiano di trasformarsi in “dormitori digitali” o in parchi giochi stagionali ad uso e consumo dei turisti.
Innovazione sociale e mediazione culturale: il programma del 6 giugno
È proprio su questo delicato equilibrio tra infrastrutture, narrazione e bisogni sociali che si confronteranno gli esperti del convegno del 6 giugno. Il focus centrale dell’evento sarà il ruolo del comunicatore come mediatore culturale, capace di decodificare le trasformazioni fisiche ed economiche del territorio per restituire un racconto autentico, complesso e privo di retorica.
Il panel dei relatori incrocia competenze multidisciplinari indispensabili per affrontare la complessità delle Terre Alte:
- Gli sguardi antropologici e mediatici: Luca Ciurleo analizzerà la rappresentazione “pop” della montagna nei media, mentre Caterina Angela Agus affronterà il tema cruciale dei bisogni sociali e dei servizi per le diverse fasce d’età. Battista Saiu si concentrerà invece sull’identità e sul fenomeno del “turismo delle radici”.
- L’approccio economico e territoriale: Il giornalista ed economista Samuel Piana e il Presidente di UNCEM Piemonte, Roberto Colombero, porteranno al centro del dibattito i nuovi paradigmi economici e i dati del Rapporto Montagna sui neo-abitanti.
- La voce del territorio e dell’associazionismo: Il racconto dei giornali locali sarà affidato ad Arianna Parsi, mentre le esperienze pratiche e di tutela ambientale sul campo saranno arricchite dagli interventi della guida escursionistica Raffaella Blessent e dei rappresentanti delle associazioni Crava Persa (Emiliano Alborghetti) e Tracciaminima (Simone Foscarini).
Unisciti alla conversazione
Se vogliamo che la transizione tecnologica sia un reale strumento di emancipazione e resilienza per le Terre Alte, dobbiamo smettere di considerarla una semplice leva di business. La tecnologia deve diventare l’infrastruttura abilitante di un nuovo modello di welfare comunitario e di prossimità.
L’appuntamento con “Interpretare le Terre Alte” è per sabato 6 giugno 2026, alle ore 9:00, presso la Sala soci Ipercoop di Gravellona Toce. Un dibattito necessario per chiunque voglia comprendere dove sta andando la montagna del futuro.












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