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Tesla rilancia la sfida sulla guida autonoma

Lo scorso 25 maggio Tesla ha annunciato la rimozione del radar dalle proprie auto segnalando così il passaggio a “Tesla Vision”, il sistema di guida autonoma completamente basato sulla visione artificiale. Le ragioni di questa scelta non sono state spiegate nel dettaglio, in classico stile Tesla, lasciando quindi spazio a varie interpretazioni; occorre ricordare che pur contando ormai circa 80.000 impiegati, Tesla ancora pare rifiutarsi di avere un ufficio di pubbliche relazioni, perciò si è dovuto attendere fino al 21 giugno per saperne di più. Andrej Karpathy, il responsabile di Tesla per l’AI, ha fatto una presentazione in occasione del workshop sulla guida autonoma promosso dalla conferenza sulla visione artificiale CVPR 2021. Karpathy ha prima descritto le criticità che comporta avere persone alla guida di veicoli sottolineando i limiti umani nel ritardo alla risposta agli stimoli, il problema di dover girare la testa per controllare gli specchietti e le innumerevoli possibilità di distrazioni; quanto elencato si aggiunge al generale aumento del costo dei trasporti, sommando stipendi e limiti per autisti, tassisti e camionisti. La guida computerizzata permetterebbe quindi di rendere più economico e performante l’intero mondo dei trasporti.

Karpathy ha poi evidenziato le specificità dell’approccio di Tesla alla guida autonoma. Innanzitutto tutte le auto di Tesla vengono già prodotte con l’hardware ed il software per guidare da sole e i clienti possono acquistare il pacchetto “Full Self Driving” che include tutte le capacità del sistema già sufficientemente testate. In mancanza del pacchetto il software fornisce solo i sistemi attivi di sicurezza, ovvero frenate automatiche di emergenza di fronte ad ostacoli inattesi e distrazioni e mitiga le conseguenze del premere il pedale sbagliato. La cosa interessante è che il sistema di guida autonoma funziona in modalità ombra (shadow) su tutti i veicoli, e prende nota di tutte le volte in cui gli automobilisti si comportano in modo differente rispetto al sistema autonomo, sui dati così prodotti i tecnici di Tesla lavorano introducendo e testando migliorie al sistema.

Nella presentazione, poi, Karpathy passa a comparare l’approccio di Tesla con quello di Waymo, di Google, ossia il principale concorrente di Tesla. Nonostante all’apparenza i due sistemi non sembrino differerire, in realtà le differenze esistono e sono anche molto profonde con implicazioni sostanziali nella scalabilità del sistema. L’approccio di Waymo si affida a mappe in 3D ad alta definizione ottenute da immagini satellitari e dall’uso del LiDAR, nelle mappe poi i tecnici “etichettano” gli elementi della strada, carreggiate, semafori e il resto, e quando l’auto si muove deve soltanto posizionasi con precisione all’interno della mappa. Il sistema, seppur valido, deve essere sostenuto da un’enorme infrastruttura con database di mappe  aggiornate, infrastruttura che cresce al crescere delle strade percorribili dalle vetture di Waymo.

Tesla ha scelto, invece, la visione artificiale: in base ai video delle 8 telecamere installate sull’auto, il sistema scansiona la strada per la prima volta e individuando carreggiate, incroci, semafori e le altre parti della strada è in grado di guidare l’auto. La visione artificiale è effettivamente molto più difficile da raggiungere poiché necessita di reti neurali ma, una volta risolta, porta a ottenere un sistema universale, utilizzando il quale si potrebbe depositare una Tesla su qualsiasi strada e l’auto semplicemente sarebbe in grado di riconoscere le strade e guidare in autonomia.

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fonte Flickr

La visione artificiale di Tesla ha fatto così tanti progressi che, di recente, il contributo dato dal radar si è ridotto così tanto da portare alla decisione di rimuoverlo del tutto dalle auto di nuova produzione; questa scelta implica sia il fatto che i programmatori non dovranno più far convergere nel sistema le rilevazioni dei diversi sensori che quello di ridurre in un colpo solo costi, difficoltà di produzione e peso delle vetture.

Il cuore del sistema di guida autonoma è la rete neurale divisa in varie ramificazioni che elaborano i segnali delle telecamere e prevedono gli accadimenti dell’immediato futuro. Questa rete neurale necessita di una straordinaria quantità di dati per migliorarsi, dati che sono raccolti, opportunamente filtrati e selezionati dalle singole auto (di recente sono quasi un milione le Tesla utilizzate al mondo); Gli automobilisti possono in ogni caso intervenire per correggere il sistema automatico, contribuendo a fornire preziose informazioni per i tecnici Tesla. Nel tempo, il numero di interventi degli automobilisti dovrebbe ridursi progressivamente fino ad azzerarsi, lasciando a Tesla la possibilità di richiedere alle autorità di lasciare distrarre i possessori di Tesla e possibilmente avviare il servizio di robotaxi, o di rivoluzionare il trasporto merci su gomma con camion che non necessitano di camionisti.

Tesla è seriamente determinata a vincere la sfida della guida autonoma, per processare l’enorme mole di dati, ha già costruito un supercomputer, che per numero di teraflops è già il quinto al mondo ed ancora in crescita.

Il sistema di guida autonoma con radar incluso registrava un incidente ogni 5 milioni di miglia percorse, il nuovo sistema senza radar ha percorso ad oggi 1.7 milioni di miglia senza incidenti. Elon Musk ha annunciato un AI day da tenersi prossimamente dove  Tesla pubblicizzerà i risultati ottenuti con l’obiettivo di assumere tanti nuovi talenti per il suo team di esperti di visione artificiale

Elon Musk annuncia la giornata Tesla per l’intelligenza artificiale

Giuseppe Picciuca
Nerd per vocazione, seguace di Elon Musk per scelta. Orgoglioso futuro proprietario di una Tesla Model 3. Amo la tecnologia che rivoluziona.

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