WhatsApp denuncia l’uso di spyware israeliano contro giornalisti e attivisti – Il parere di ESET

Come segnalato da The Guardian, un centinaio di giornalisti e membri della società civile che utilizzano WhatsApp sono stati presi di mira da uno spyware sviluppato da Paragon Solutions, software house israeliana. 

WhatsApp ha avvisato gli utenti coinvolti, affermando di avere “ragionevole certezza” che siano stati presi di mira e potenzialmente compromessi. L’attacco è di tipo zero-click, il che significa che non era richiesta alcuna azione da parte delle vittime per essere infettate.
Lo spyware di Paragon, noto come Graphite, è in grado di accedere a tutti i dati presenti sul telefono, incluse le comunicazioni crittografate. L’azienda è stata oggetto di attenzione per i contratti con clienti governativi, tra cui un accordo da 2 milioni di dollari con l’agenzia statunitense Immigration and Customs Enforcement. WhatsApp ha inviato a Paragon una lettera di diffida e sta valutando azioni legali.
L’attività di targeting è stata interrotta a dicembre e WhatsApp sta notificando alle vittime.

Commento di Andy Garth, Director of Government Affairs di ESET
“Un contributo interessante sull’espansione della minaccia degli spyware nella società. In questo caso, l’attenzione è rivolta al presunto utilizzo da parte di uno Stato degli strumenti di intrusione di Paragon, che consentono di accedere ai messaggi WhatsApp senza che gli utenti debbano nemmeno cliccare su un link dannoso. Questi attacchi zero-click sfruttano vulnerabilità nei dispositivi e nelle applicazioni per accedere ai contenuti, inclusi dati personali e messaggi. Considerando il ruolo centrale dei dispositivi mobili nella vita personale e professionale, questi rappresentano un obiettivo primario, ma spesso restano un punto critico in termini di protezione.
Sebbene gli strumenti avanzati di intrusione informatica abbiano applicazioni legittime nell’ambito delle forze dell’ordine e della lotta al terrorismo, il loro utilizzo improprio da parte di Stati e gruppi criminali è motivo di seria preoccupazione.
È fondamentale disporre di controlli rigorosi e adeguate garanzie per prevenire abusi. Alcuni paesi stanno lavorando per definire accordi internazionali che regolino l’uso di questi strumenti, come il Pall Mall Process per un impiego responsabile degli spyware. Nel frattempo, i media e le ONG continuano a svolgere un ruolo cruciale nel mantenere alta l’attenzione su questo argomento di grande rilevanza”.

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